mercoledì 2 agosto 2017

SI CHIAMANO EMOZIONI - A VOLTE RISPONDONO...


Eravamo un Popolo.
Eravamo Medici e la Democrazia ci ha ridotti a Operatori Sanitari. Eravamo Spazzini e la Democrazia ci ha ridotti a Operatori Ecologici. Eravamo Costruttori e la Democrazia ci ha ridotti ad SubAppaltatori. Eravamo Poveri e la Democrazia ci ha ridotti a Miserabili. Eravamo Artigiani e la Democrazia ci ha ridotti a Suicidi. Eravamo Vecchi e la Democrazia ci ha ridotti a Anziani/Terza Età. Eravamo Padre e Madre e la Democrazia ci vuole ridurre a Genitore Uno e Genitore Due. Eravamo Morti e la Democrazia ci ha ridotti a Senza Vita. Eravamo Puttane e la Democrazia ci ha ridotte a Operatrici del Sesso. Eravamo Italiani e la Democrazia ci ha ridotti a It’alièni.

A Roma sì.
Ora sei qui a Roma. Stai per entrare in qualche Chiesa, in qualche Millennio da scoprire ma... scopri che la gente per la strada, invece di andare dove deve andare... sì, ci va ma... ti guarda. Magari ti salutano. Ma dove sei capitato? Decidi di fermarti qualche giorno senza entrare  nemmeno in un Museo e ti accorgi che gli abitanti di
questa città hanno delle facce al posto delle maschere. E che lavorano. Sì, con quell’aria di campioni mondiali del tirare a campare, sono lavoratori implacabili. Questa non te l’aspettavi, vero? Peccato. E allora, già che ci sei, sta’ attento a quella frasetta che si dice solo a Roma... Hai  presente quando a Milano si dice: “E’ impossibile!” e a Londra si dice: “It’s impossible!”? Ecco qui, difronte ad un ostacolo della Madonna, ad un problema che
improvvisamente sempra insolubile... un Romano ti guarda e ti fa: “Se po’ ffà”.
A Roma sì, se po’ ffà.

La Gloria.
Da una Lettera di Platone al tiranno Dioniso: “...se tu onori me, la gloria sarà di entrambi; se io onoro te, entrambi ne avremo vergogna. Su questo argomento abbiamo detto abbastanza.”

Il Contraddittorio.
E finalmente sono stato accusato della colpa più infamante della Miseria Democratica: “Vedi, non appenaqualcuno dice la sua, tu rifiuti il Contraddittorio!” “Oh sì, Grazie!” ho risposto. Grazie di avermi onorato, attribuendomi questo merito. Credevo di esserne
diventato indegno. Credevo di avere ascoltato troppo a lungo i silenzi e le morbose lalìe dei “democratici”, senza prendere a calci i bancarelli del Tempio. Credevo di aver tradito il mio desiderio, il mio piacere profondo di “dare una voce” e di poterne rispondere davanti al solo Tribunale Fuorilegge del mondo: quello della ricerca diVerità. La vostra accusa – che mi addolora – mi dà nuova
energia.

(continua)