giovedì 29 giugno 2017

Girolamo Melis - L'ADOLESCENTE (incipit)


Girolamo Melis
L’Adolescente
(Romanzo)

(Comincia così)
Eli teneva il braccio alzato da parecchi minuti. Finalmente la prof decise di accorgersene e le fece cenno di parlare. Eli si alzò in piedi e chiese:
“Signora prof, ma se la natura non esiste più, si 
può ancora parlare di Potere?”
La prof guardò appena Eli come si guarda una deficiente, si girò, tornò al suo tavolo e dichiarò che la sua ora era finita.
Eli tornò a casa precipitosamente, entrò in una stanza che veniva chiamata “la cameretta di Eli”, frugò dove pensava di trovare. Tra i fogli vide quello che cercava. E lesse: “La marea sta salendo e i gabbiani sono i primi a saperlo”.
Poi, quando fu sicura di non essere ascoltata di là, fece il numero dello StrangeMan.
“Ho bisogno di chiederti una cosa, ma non qui al telefono… sai, quella cosa che mi hai raccontato dell’uomo che si mette davanti alla caverna e…”
StrangeMan è già seduto su una panchina del parco… una panchina appartata detta la nostra panchina. Eli arriva trafelata ma composta. Il suo viso è radioso. Si guardano.
“Mi parli… insomma… ti ricordi quando mi avevi detto dell’Uomo Antico? Il Padre che tornava dai campi, dalla caccia, dal pascolo… vorrei che tu me ne parlassi ancora, vorrei capire… sai, lui che sposta la pietra davanti alla casa, entra e porta da mangiare e lo dà alla sua donna e la donna prepara il cibo per i piccoli, per la famiglia… e mentre la donna prepara l’uomo si mette davanti all’ingresso della casa, insomma della grotta, della capanna e resta lì… questo mi ha colpito tantissimo, ti ricordi?, me l’avevi descritto come il disegno di Leonardo, come una grande X fatta col corpo e le braccia e le gambe aperte… per proteggere… dài! vorrei che tu me ne parlassi ancora…”

“Ti ascolto, Eli, ti ascolto parlare…”
“Dài, mi prendi in giro… sei tu che mi insegni…”
“Sei tu, Eli, che mi stai insegnando come si fa ad imparare… Continua, dài!”
“Tu mi hai parlato a lungo di quest’Uomo, del suo corpo, della sua vita intera, quest’Uomo pronto a combattere una belva feroce, un altro uomo armato di un bastone, di una pietra… col suo corpo, con le sue braccia e le sue gambe, con la sua vita stessa… e che non era di certo sicuro di vincere ma… il nemico del mondo naturale, del bosco e del deserto, per entrare nella sua Casa avrebbe dovuto ammazzarlo… E mi avevi detto che questo era il mondo antico, ma avevi anche detto che questo era il mondo naturale… naturale il nemico, naturale il bastone e la pietra, naturale l’animale feroce, naturale il Padre…”
“Eli, continua, ti sto ascoltando… siedi qui accanto a me, non stare in piedi…”
“Sei proprio uno StrangeMan… questo era il punto, questo era… questo è… tu mi avevi detto proprio a questo punto che…”
“Ti avevo detto che noi non sappiamo e non potremo sapere mai quanti millenni fa è successo…”
“Sììì! – gridò Eli e il viso le si illuminò – sì, mi hai detto che un giorno… il Padre, l’Uomo del mondo anticco, del mondo naturale… è morto e non ha più potuto affrontare il mondo esterno col suo corpo, alla pari, opponendo lui la sua individuale responsabilità naturale alla… natura. Sì, mi hai detto, perché ha decretato lui la sua morte… la sua impotenza, quando… quando ha Pensato!!! Mi hai detto proprio così e sono rimasta sconvolta… L’Uomo Antico ha ucciso la sua natura, la Natura, inventando la Tecnica!!!”
“Sai tutto, Eli… e allora ricordi l’esempio che ti ho fatto… e che dobbiamo ai grandi studiosi che Dio ci ha regalato… ricordi, vero?”
“Ricordo. Come potrei dimenticarlo? L’Uomo Antico ha fatto una tavola ricavata da un albero, l’ha messa in equilibrio sopra un tronco o una pietra, ha posto un grosso sasso in fondo ad un lato della tavola, ha orientato la tavola verso il suo obbiettivo, poi è saltato a piedi uniti sull’altro bordo della tavola e la pietra è volata in alto, ben diretta, ed è andata a colpire l’Uomo Naturale, il Padre posto a difesa della sua Casa, della sua Famiglia, dei suoi Figli…”
Eli fece una breve pausa ma continuò: “L’Uomo era diventato un Creatore, come Dio, e aveva creato la… fine del Creato, dell’ordine naturale, della Natura Madre di Forza e Debolezza, di Rischio e di Responsabilità, di Maternità e di Paternità”.
Poi afferrò il viso di StrangeMan tra le sue mani, gli dette un bacio di qua e un bacio di là, gridò “Grazie!” e corse via.
StrangeMan sorrise e disse: “Grazie, Eli”. Eli non poté sentirlo ma fu certa dentro di sé che StrangeMan le aveva detto Grazie con un largo sorriso.

(continua)