sabato 6 maggio 2017

DAI BAULI...: IL MIO INCONTRO DI DICIASSETTENNE CON SOPHIA

(Il mio scritto, non molto caritatevole, fu questo, che poi ho pubblicato, col numero 13, anche nel librino “Il corpo è tutto”)
Sophia Loren - Prima le feci una foto con una macchinetta. Mi ero intrufolato dentro un avvenimento di provincia con la Star. Lei era una specie di colonna rigida, monumentale in raso attillato, enormi gambe, enorme busto, grande testa piena di capelli platinati, un viso decisamente brutto, ossuto, stretta in mano una borsetta coordinata. Era la pre-mitica "Sofia" Loren, accompagnata da Carlo Ponti.
Lei, vedendo un ragazzo con una macchinetta patetica, si riconobbe - così pensai - e prima mi
sorrise e poi si mise in posa, quasi affinché potessi vederla tutta intera. Feci un solo scatto, e allora lei fece un passo verso di me e si chinò per darmi un bacio sulla guancia, ma siccome neanche mi sfiorò, quando mi porse l'altra guancia il bacio glielo detti io. Mi sembrò una guancia ruvida, come di un uomo. Non potei stringerle la mano perché c'era troppo imbarazzo. E poi la mia parte di attenzione l'avevo già avuta e lei si diresse altrove.