mercoledì 23 novembre 2016

A PATRIZIA E AGLI ALTRI AMICI CHE VOGLIONO LEGGERE IL TESTO COMPLETO DEL MIO SALUTO AL RAGAZZO KAROL...






In questo momento, dove sono gli “incendiari del mondo”? Dove trascinano i piedi o accucciano i corpi, quei due-milioni di nuovi  apostoli del Cristo, corona del Papa? Forse, uno dei pochi che se lo sta chiedendo, lucido e disperato, è quel Papa tremante e sapiente eloquente e inchiodato alla sua Croce: la Croce della Comunicazione.
Comunione e Comunicazione. Ma Comunione è Comunicazione?
Se è un Evento, sì. Ma se è un dimenticato inginocchiarsi in Parrocchia?
(continua a leggere)


Il Papa ha sempre saputo scegliere le Parole: le ha messe spesso al posto della “Parola”, del Verbo. Poiché è vero che il Verbo si è fatto Carne: Carne, non Anima. L’Anima è nascosta, forse sprofondata, non raggiungibile dalle carezze, dagli abbracci, dalle lacrime.
Questo Papa tremante è così vicino alla verità da apparire un uomo del mondo antico: “Incendiate il Mondo!” ha urlato. Che è il grido di Cristo ai suoi seguaci pescatori e manovali, gli Apostoli. E il Papa, ai suoi milioni di viandanti, non ha detto: “Portate il Verbo…”, poiché egli sa che il Verbo, fattosi Carne, è tremito, non è riconoscibile lontano dall’Abbraccio del Papa.
E’ lo stesso Verbo dissipato alba dopo alba nelle chiese del mondo, alle vecchiette perdute, da curati e parroci senza voce, senza fiamme, senza abbracci febbricitanti, senza Diretta TV Mondiale, senza Manila, senza Tor Vergata.
Il Papa che sa ha aggiunto, e il suo corpo giganteggiava e si espandeva e “comunicava”, il grido impotente: “Vorrei abbracciarvi tutti, uno ad uno!” Vorrei fare ciò che il Corpo di Cristo, introdotto nel corpo di tutti voi con il segno di fede che è il Pane, l’Ostia consacrata, non può più fare: contenervi uno ad uno, abbracciarvi-trattenervi nel segno dalla Madre, unico segno in cui il simbolo è Corpo, in cui il significante è significato. E non lasciarvi andare via, mai, mai più. Qui, in me, in questo povero vecchio Corpo straziato, così somigliante alla Chiesa delle Origini, così naturale, così generativo.
Fuori, fuori da questo immenso ventre ribollente, da questi miasmatici umori di Terra e di sudore, da questo Sudario ricreato dal “mio” Corpo in Tor Vergata; il vostro, i vostri milioni di corpi torneranno “corpi” a disposizione di religioni, di concetti, di vanità, di baratti. E andranno alla ricerca della “ricerca” e del suo fallimento: le soluzioni.
Il povero Parroco non può dar fuoco al mondo: è chiamato a gettare acqua. E l’Oratorio non è la Via Crucis della Palestina in diretta mondiale dal Campidoglio: la catechesi è a stento ravvivata dalle “attività sportive”.
Resta il Bar di Andria, di Imperia, di Treviglio. La piazza del bar, i motorini, le ragazze respinte dai casting, mortificate nell’anoressia, prostrate dai corto-circuiti tra l’implosione e l’esplosione.
Quando muore il Corpo, resta la carne. La carne dei nonni, ingombrante e vizza di rimpianti e nenie; la carne dei genitori, vinta e impresentabile; la carne dei fratelli maggiori, monito e specchio di fatalità; la carne dei fratellini e delle sorelline, carne di martirio. E resta la carne della donna, la Carne.
Forse i nuovi Apostoli, i Papa-Boys, gli incendiari del mondo, non sono proprio in “quei” bar. Certamente, sono poco lontano. Il Papa universale lo sa. Lo sa perché ha avuto destino di Vedente. Anche da giovane proletario, il suo furore non ha lasciato entrare i battèri bugiardi della dottrina materialista; la sua aristocrazia del conoscere gli ha fatto doni eccelsi, desideri eccelsi, dolore autentico.
Egli avrebbe voluto trattenerli uno ad uno (quei due-milioni) tra le sue braccia. Non per eresia. Non per sostituirsi al Dio Vivente, ma per Pietà. E Pietà - egli lo sa certamente - è la condizione umana della disperanza. Perciò questo arcaico Adolescente fa paura a tutti i cosiddetti “potenti”. Perché egli sa di essere impotente e lo testimonia, suggerendo, alitando così la sola idea di Potenza oggi percepibile. Mentre i minimi si comportano come fossero “autori del mondo”, il Papa tremante non perde di vista le telecamere. I farabutti lo accusano di astuzie mediatiche. La sua non è astuzia, è sapere. Egli sa il dolce e l’amaro del mondo, egli è perennemente sul sentiero, sui sentieri interrotti del bosco, sui viottoli del sapore e del sentire.
Intanto, davanti al bar di Andria…lontano dalle Telecamere, relitti senza età e senza statuto, sedicenni, quarantenni e settantacinquenni, tutti uguali, parlano o tacciono della Carne della Donna. E quando non parlano o tacciono della Carne della Donna, parlano o tacciono di forzieri, di luoghi nascosti pieni di denaro altrui: e dei modi di abbatterli, questi detentori, queste barriere che separano dallo stupro della Carne.
Una adolescente viene interpellata da un portatore di microfono TV. La domanda è sul suo coetaneo che ha martoriato e dato fuoco ad una povera bambina.
“Lo conoscevi? Com’era? Ce ne puoi parlare?”
La risposta è quella che l’intervistatore e la audience si aspettano e vogliono sentire. La risposta, offerta “in posa TV” è:
“NORMALE. Un ragazzo NORMALE, come TUTTI NOI, come ME, non capisco”.
Risposta identica alle centinaia di risposte che invadono i TG; identica alla risposta dei tanti “vicini di casa”, dei tanti “colleghi d’ufficio”, dei tanti “negozianti di quartiere”, dei tanti “compagni di scuola”: NORMALE, una persona PERBENE, TRANQUILLO, che SALUTA E SORRIDE quando ci si incontra.
“Chi avrebbe mai potuto immaginare che…”
E tutti i ciechi esperti, i popolari dispensatori d’opinione, i professori di poco o nulla, i politicanti cinici e ventosi, tutti continuano a sperare in un mondo organizzato per categorie: la categoria Pedofili, file uno; la categoria stupratori, file due; la categoria teppisti, file tre; la categoria pazzi, file…no, questa categoria non esiste più perché è stata derubricata per Legge.
E anche quando la speranza di ben organizzate e delimitate categorie gli frana addosso, gli esperti - raggruppati in “categorie” - legiferano. Poliziotti nelle scuole, authority, ronde di quartiere, Numeri Verdi, inviti alla Delazione, al Pentimento. Non importa se da quelle stesse “fonti autorevoli” arrivano i Mitici Dati a spiegare che le più numerose, crude, sistematiche e reiterate violenze accadono in famiglia. Non importa se, dei milioni di Mariti che massacrano le Mogli, se ne scoprono venti in un anno. Non importa se delle centinaia di migliaia di Mamme e di Padri che seviziano, picchiano a sangue, stuprano, vendono i loro Bambini, se ne scoprono cento in un anno. Essenziale è concentrarsi sui “mostri” extrafamiglia, categoria del Nemico “che viene da fuori”, come gli “albanesi”, come i “rumeni”, come gli “zingari”.
Essenziale è “stupirsi” e “sdegnarsi”. Essenziale è “dare le notizie”, sempre più stupidamente, sempre più criminalmente, sempre più spettacolarmente.
Quel povero Vecchio Potentissimo e Impotentissimo, invece, forse, sa. Sa che niente è normale. Eppure sa anche che una catasfrofe - la normalità - si è incollata ai corpi e alle anime dell’ex “ popolo di Dio”. Il Vecchio Papa probabilmente non conosce i dettagli e rifugge le crudezze (anche se viene da pensare che conosca quasi tutto e non chiuda gli occhi e gli orecchi davanti a niente), ma non si offenderà davvero se gli si attribuiranno pensieri di disperanza.
Non c’entrano gli Ideali: non sono più motore di nulla, se non di prolungamenti d’agonia. Non c’entrano i Progetti Sociali: non hanno mai nutrito altro che la scena materiale, gastrica.
Il Vecchio Papa sa che il Corpo è diventato Carne.
L’assioma del Cristianesimo è stato riscritto a “misura umana”: l’Uomo, fatto a Immagine e Somiglianza di Dio, ha finito per credersi Dio; ha precipitato la Conoscenza in Scienza, la Scienza in Tecnica; e, ridotto Dio a “un tecnico come un altro”, si è ben presto accorto che come Tecnico Dio non serviva più a niente, poiché, come l’Uomo sa, la Tecnica si autodivora, e un Tecnico invecchia nel tempo in cui si avvita un bullone o si consuma un nuovo software.
Storia vecchia. L’aveva scritta anche Pascal, anche Nietzsche. Ma ora che non si può tornare indietro, non è per l’assenza di Ideali e di Progetti Sociali che il Dolore esplode nel Corpo e lo squarta. E’ per l’infinita, incommensurabile perdita della Speranza. Così incommensurabile e infinita, da non esistere più nemmeno come Nome dicibile, come Verbo sostantivabile.
Gli stessi “portatori di Informazione” che si occupano dei quotidiani strazi nel bar di Andria e nell’appartamento di Porta Palazzo, stigmatizzano la “posizione tradizionale del Papa” a fronte del mitico Progresso della Scienza. E, non avendo convenienza sociale a combattere il Vecchio Papa “mediatico”, gli dànno un po’ “del matto”, e celebrano la grandiosa via della Scienza, il Mondo Nuovo della Genetica, della Clonazione.
E si celebrano così gli “Scienziati”, agitando il fantasma di Galileo perseguitato dal Sant’Uffizio. Si dimentica che il Sant’Uffizio di oggi non è in Vaticano ma nella potenza di fuoco dei Media.
E’ arduo ascoltare e ammirare un Papa Cattolico coraggioso, consapevole e tremante. In nome del Laicismo e del Progresso, parole simili possono valere l’emarginazione e la “prigione”, certamente il dileggio.
Ma soprattutto doloroso assistere al silenzio dei Filosofi e dei Poeti. Difficile sopportare che nessun’altra Voce si levi a gridare, a sostegno della voce sventrata del Vecchio Adolescente, che la cosiddetta frontiera della Scienza - la clonazione - altro non è che l’ennesima, forse irreversibile, frontiera dell’Umanità.
E se invece fosse sapiente l’astensione dei Filosofi e dei Poeti? Forse non c’è più nessuna battaglia da combattere a favore dell’Uomo, poiché l’Uomo ha perduto per sempre il suo Corpo, la sua Natura. E’ Carne. La Carne che non si può “possedere” facendo una corte amorosa. La Carne che non somiglia alle Veline né alle Modelle e quindi non vale nulla e si può trucidare in un boschetto. La Carne che si può integrare e reintegrare con suzioni e pròtesi, e quindi spregevole, incarezzabile; e si può deridere e umiliare. La Carne che si espone, colorata di nero, nei supermercati delle strade, miserevole e clandestina; e quindi si può penetrare e sgozzare gratis.
Carne clonabile, ripetibile, moltiplicabile.
Ma l’incommensurabile ignoranza della “Scienza” è pronta a rizzarsi in cattedra, e ammonire:
“Noi agiamo nel superiore interesse dell’Umanità. Noi agiamo per debellare le gravi malattie del Mondo, per il Bene dell’Uomo, per la Salute, per un Mondo Migliore”.
Anche le gang dei rapitori di Bambini, organizzate dagli Scienziati di altre Cliniche per avere “materiali freschi” da squartare per i trapianti dei “ricchi”, anche costoro agiscono per il Bene Superiore della Salute, per il Progresso, per un Mondo Migliore.
Il Corpo è ridotto a Carne, a pezzi di ricambio.
E la Salute? Dove si va, poi, a godersi tutta questa Salute per tutti questi Anni in più? In quale bar? In quali Isole dei Mari del Sud?
A quali Sociologhi affideremo il racconto della Vita non disturbata dalla parola Morte?
Le Veline ci aiutano a capire il Miracolo della Clonazione. Prima di tutto, ci aiutano a capire che la Clonazione c’è già, è stata da tempo approvata e diffusa sulle nostre tavole. Spogliate da tempo d’ogni specificità e identità di Corpo, ad esse è affidato il compito di mettere in scena la Carne, intercambiabile, inattiva, replicante.
Esse non devono “essere niente”, “dire niente”, “saperfare niente”.
Devono essere lì, esposte come magatello, muscolo, filetto, controfiletto, coscia, spalla, guancia, lonza, prosciutto.
Contro la Clonazione, chi osa parlare? Fino a pochi anni fa, parlavano “le Donne”. Ora tacciono. E gli Uomini? Gli Uomini tacciono e guardano da secoli.
Ma quando le Donne e gli Uomini si trovano le une di fronte agli altri, al bar come nei loro appartamenti e nelle loro automobili, i loro silenzi urlano, le loro Carni sono di reciproco impaccio, ingombranti, infelici.
Chiedono, supplicano, le Donne e gli Uomini, di essere ricevuti alla TV: chiedono di esistere nei teleschermi. E poi?
Il Vecchio Papa ha chiesto al Mondo di accoglierlo, ha radunato milioni e milioni di esseri umani negli spiazzi desolati di Manila, dell’Africa, delle Americhe, di Parigi, di Tor Vergata, di Toronto. Ha compiuto il suo Calvario. Ha chiamato “speranza” la sua medesima, corporale disperanza.
Se potesse, li abbraccerebbe e li terrebbe “stretti a sé, uno a uno” quei poveri ex-Corpi; li porterebbe sulle rive del Giordano, nell’Orto del Getsemani, a Treblinka, a Mathausen, nei Gulag russi, nelle favelas brasiliane e messicane, nei sottosuoli dell’orrore. Li bagnerebbe di lacrime e si bagnerebbe delle loro lacrime, sentirebbe un aspro e dolce sapore: il sapore della Croce.
Lo condividerebbe con ognuno, uno ad uno. Ma non può. E prima di morire, è costretto perfino a farsi giudicare dalle schiere degli insipienti “Premi Nobel”, e da quant’altri, analfabeti del Sacro, si autopromuovono “Signori del Progresso”. Non può perché - ironia della sorte - sta incatenato, intrappolato, tremante, dalla parte di Galilei.
E’ una trappola nella quale siamo tutti caduti senza accorgercene. Anche chi studia e si interroga non riesce a liberarsene. Anche chi non ha mai perso il senno e non si arrende all’idolatria dei cosiddetti “scienziati”, si distrae sovente, e oppone alla loro scempiaggine un argomento altrettanto folle; quello della “legge morale”. Anche il Vecchio Papa è caduto in questa perfida trappola e, certamente consapevole ma politicamente consigliato, ha usato l’argomento “morale”. E il mediocre dibattito-chiacchiericcio si diffonde ovunque, nei corridoi delle Università, nelle pause-caffè degli uffici.
Dunque: non si trova niente di meglio che la “legge morale” per combattere la suicidale arroganza dei tecnici?
A te, Vecchio Papa Adolescente, chiediamo di compiere l’abbraccio moltiplicato miliardi “uno ad uno”, e di chiamare il Mondo per Nome!
Fàllo in nome della tua disperata vitalità. Non solo una Religione, non solo un Dio, non solo una Legge, sono da difendere. Non solo una Crociata c’è da combattere.
Tu che sai pregare e supplicare, prega e supplica il tuo Dio o un Dio qualunque, o tutti gli Dei della Natura. Prova anche col Sole e con le Stelle, con l’Ossigeno e con l’Idrogeno, con la Bellezza e con la Poesia, col Dubbio e con la Memoria del Mondo.
Che una fenditura di luce squarci il buio protervo di questo Uomo Concettuale, scherzo e killer della Natura. E continua, se puoi, ad abbracciare i corpi sorridenti degli Adolescenti come te. Uno ad uno.