sabato 8 ottobre 2016

I Quaderni di Girolamo Melis: "IL LINGUAGGIO DEL TERZO MILLENNIO"

Lo shopping.

Lo shopping è la principale attività degli Uomini e delle Donne all’ora e al tempo dello shopping.
Quasi tutti sanno che shopping è la parola che in Inglese significa “andare per negozi” ma che in Italiano ormai significa comprare.
Per millenni, il verbo comprare ha retto un complemento oggetto: qualcosa. E qualcosa ha sempre significato “qualcosa di cui si ha bisogno”.
Oggi l’uso Italiano di shopping fa di shopping non un verbo ma un complemento oggetto… Si dice infatti: “Fare shopping”.
Un bambino potrebbe chiedere: “Ma allora se shopping è una cosa che si fa, non si compra niente?!... né un Ovetto Kinder né una BMW né….?!”
Semplice. Shopping vuol dire:
1. Andare nei luoghi dello shopping della Città o del Paese in cui si abita.
2. Mostrarsi mentre ci si va e si partecipa all’attività.
3. Comprare cose di cui non si ha bisogno, ma sono le cose che in quel luogo, in quel dato periodo, si devono comprare.
4. Munirsi di una busta, di una borsa, di un sacchetto con stampato ben visibile il nome di una Marca, affinché – non avendo i soldi per comprare o non avendo trovato niente di inutile – gli amici, i conoscenti e i passanti vedano che hai partecipato allo shopping.
. . . . .
Allora ci possiamo chiedere se vi sono dei limiti o dei tabù all’attività, alla categoria dello shopping.
No, crediamo di no. Infatti:
A. I Bambini vanno (cioè devono andare) a scuola per riempire la borsa del cervello di “cose” che non solo non servono a niente ma addirittura sono dannose.
B. Le Coppie si formano per comprare (nei luoghi dello shopping: Dio o le Banche dello Sperma) uno o più bambini di cui non hanno bisogno, che dunque non servono a niente… Con l’aggravante che, nella maggior parte dei casi, quei bambini non vorrebbero essere comprati, cioè oggetti di shopping.
Perciò fare shopping – almeno sul Mercato Italia – è l’attività che qualifica la (diciamo così) vita del Nostro Terzo Millennio.