lunedì 26 settembre 2016

GRAZIE A LOREDANA VALERIO, MI TORNA LA VOGLIA DI RIPUBBLICARE UN POST SU "LE BONHEUR D'APPRENDRE"

http://www.girolamomelis.it/2014/04/le-bonheur-dapprendre-un-abisso-separa.html

FRANÇOIS DE CLOSETS , NEL SUO PICCOLO CAPOLAVORO “LE BONHEUR D’APPRENDRE, ET COMMENT ON L’ASSASSINE”, LANCIA UNA SFIDA AL VECCHIO SISTEMA SCOLASTICO FRANCESE, ACCUSANDOLO DI NON SAPER “SEDURRE” I GIOVANI STUDENTI…

Il Libro (1997) e il suo Autore sono popolari in Francia, continuano a provocare anche oggi la questione dell’Insegnamento come momento critico fondamentale della decadenza e dell’imbarbarimento linguistico e letterario…
Ma se voi Italiani (Ministri, Provveditori, Maestri Universitari, Autori di Testi e Insegnanti), vi degnerete di leggere anche soltanto questo breve brano che ho tradotto apposta per il mio Journal… allora vi vergognerete, pensando all’abisso d’infamia dei Licei Itaiani rispetto a quelli francesi, ove ci si pone la questione della “crisi di seduzione” e della “felicità dell’Imparare”, mentre qui – nella perduta Italia…
Ecco la traduzione di un breve estratto dal libro di de Closets – perché ovviamente le Latrine Editoriali Italiane di Moccia, Faletti etc non lo tradurranno mai.
Così scrive François de Closets:

I BRAVI STUDENTI
(.....) In definitiva, i nostri programmi e i nostri corsi di letteratura sono perfettamente su misura dei futuri Laureati in lettere. E ritroviamo questo stesso malinteso nelle altre discipline.
Tutto l’Insegnamento erogato nei nostri Licei e Istituti è concepito anzitutto per i “bravi studenti” e per coloro che continueranno gli studi dopo la Maturità.
Facciamoci la domanda: Chi è che concepisce e organizza l’Insegnamento del Francese? Lasciamo perdere le qualifiche degli uni e degli altri: Ispettori Generali, Autori di Manuali, etc. e stiamo all’essenziale: la loro Formazione.
Miracolo! Via tutte le differenze, e arriviamo a ciò che li accomuna: la Laurea in Lettere. Che se ne deduce?
Primo, sono sempre stati “bravi studenti”. Dunque, è ben difficile, per loro, mettersi al posto dei “lavativi”, immaginare ciò che provano e ciò che potrebbe aiutarli a cambiare.
Alcuni anni fa’ io ricevetti un gran numero di lettere a seguito di una trasmissione televisiva dedicata al “fallimento scolastico”. Tra tutte ce ne fu una che non dimenticherò mai, quella di un Professore in pensione che mi scriveva: “Lei ha omesso di dire una cosa assolutamente essenziale, cioè che i Professori sono tutti ex bravi studenti”. Questa riflessione mi illuminò.
Il bravo studente aderisce al sistema, viene a scuola per imparare, sa che non sarà facile ma l’ha accettato. Inutile mettersi in agitazione per catturare e trattenere una attenzione che è data per acquisita fin dal primo giorno di scuola.
Niente dunque in comune con il “cattivo studente”, che non ama la scuola, che non smette di oscillare tra la noia-scazzo e il totale disprezzo.
Soltanto una strategia di seduzione adattata alla “sua specifica” condizione e alla sua percezione, potrebbe farlo sfuggire a questa spirale perversa.
Pensate forse che le Aulae Magnae all’interno delle quali si collezionano Premi ai Concorsi, Menzioni d’onore alle Maturità, Titoli di “Normalista”, Tesi Sapienti, Opere Curriculari, come quarti di nobiltà al Jockey-Club… siano obbiettivi di seduzione sufficienti?
Non sarebbe piuttosto indispensabile coinvolgere nella strategia di seduzione coloro che furono attori di mediocri carriere scolastiche?
Dunque, questi Responsabili sono stati bravi studenti di Francese. La precisazione è importante. Aggiungiamo che non si eccelle in una disciplina, non si sceglie di farne una professione, senza aver provato per quella una attrazione naturale.
Dunque, al momento di concepire i Programmi Scolastici, di mettere insieme degli Esercizi, una persona che è stata “campione” di Francese sarà necessariamente influenzata dall’impronta ricevuta (e che conserva) dagli studi compiuti. Non sarebbe meglio ascoltare e coinvolgere i portavoce dei “cattivi studenti" di Francese, facendoli testimoniare della loro inappetenza difronte alla Letteratura, del disinteresse per lo stile e i generi letterari, condizioni queste del tutto sconosciute da parte dei nostri Laurati in Lettere? Oh, è bello vedere scontrarsi i partigiani dell’Opera e quelli del Testo, ma non dovremmo davvero dimenticare i non-partigiani, quelli che se ne fregano dell’una e dell’altro, e che pure bisognerebbe sedurre e istruire.
Ma c’è di più. Per i nostri eruditi, il sapere letterario forma un insieme ordinato e strutturato, dalla perfetta padronanza delle regole grammaticali e delle forme letterarie fino alla conoscenza profonda degli Autori, delle Opere e della Storia. Essi fanno fatica a immaginare quel ghiotto modo di addentare i frutti senza conoscere la botanica e la fisiologia dei vegetali, di meravigliarsi davanti alla Cappella Sistina senza cogliere l’influenza del Manierismo nell’opera di Michelangelo, che si fa trascinare da una storia senza rilevare l’audacia della frase e l’ardimento del costrutto.
Ai loro occhi, questo godimento ha poco a che vedere con la “vera cultura”, con le delizie quotidiane che hanno la missione di insegnare alle giovani generazioni… (.....)
*
Ascoltatemi Ragazze e Ragazzi, leggete questo Libro. Se non sapete leggere in Francese, imparàtelo. Vi ricordo il titolo:
"Le bonheur d'apprendre"!!! Vi rendete conto? Vuol dire "La Felicità di apprendere"... e ora guardate in faccia i vostri operatori di morte, i Maestri&Professori Cgil-Cisl-Uil ai quali lo Stato Italiano vi mette in mano. No, un modo per liberarvi da questa tremenda Sindrome di Stoccolma ce l'avete: studiate per conto vostro, studiate tra di voi, fuori dalle ore sindacali. E se è necessario fàtelo anche di nascosto ai vostri genitori, che spesso sono i peggiori complici del Cretinificio Italiano.
Coraggio!