domenica 25 settembre 2016

Girolamo Melis - "LUCE" - Capitolo 17.





Capitolo 17. 
E mentre un’Anziana paludata da clone...
...non guarda non vede non misura non disserra le labbra, intorno a me sulle pietre larghe e sulle pietre rettangolari e sui sampietrini non sciamano gli Adolescenti.
Non ha bagliori di Giallo l’alta Luce che tutto illumina e non separe il mondo il tempo e la storia. E io ritorno al mio sguardo.
Da ogni porta di casa e di palazzo storico e di magazzino e di bottega e di arco nascosto e di vineria e di cafè e di caritas e di torre e di affittacamere si schiantano Anziani travestiti da Adulti e da Adolescenti e da Ciao e da Tablet, inchiodati agli Auricolari e al Cane-Amore-Mio. Nessun apparato visivo guarda il selciato né il Giallo né Luce né il Viso dell’Altro. Nessuno deve andare. Nessuno finge di dover andare. Essi si schiantano. Essi nemmeno mentono chiedendo “scusa”, nemmeno sorridono chiedendo comprensione, nemmeno ghignano chiedendo attenzione.

Nessuno schiva nessuno. Nessuno muove l’anca né la borsa né lo zaino né la cartella né àrcua il tronco il collo le anche. E tutti si schiantano sul selciato senza inciampare distorcere caviglie scapicollare .
Una flebo millepoda li guida per catèti ipotenùse angoli retti a disegnare nnuove trame e nuovi orditi sull’ordine delle pietre stradali.
Taluni di alcune generazioni tengono stretto uno scontrino di aventi diritto al caffè scontato alla Maison della Storia degli Anziani. Talaltri tengono serrate le chiavi ad altezza dell’apertura della vettura che incontreranno qui o là.
Gli Anziani riassettano la posizione fronte-nuca del cappello. Gli Adolescenti rincalzano o sghembano il
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preservativo invernale da capo nella versione jihad o nella versione nuragica.
Cerco il Giallo nelle raccolte ombre verticali del mezzogiorno. Il Giallo rincorre se stesso tra gli archi e gli androni, tra le bancarelle olezzanti e le vetrine- cornucòpia. E urla.
Luce è invisibilmente alta.
Una Voce-Boss trasversale comunica un diktat da una provenienza X:
“Tutti voi Anziani riuniti in Assemblea sul selciato, tutti, siete licenziati dalla condizione di Anziani!”.
Tutti annuiscono e fanno per piegarsi e mettersi a sedere sul selciato. La Voce-Boss li ferma con un cenno. Mi sembra di notare che esita, forse pensa, indugia.
Poi dice:
“Voi siete tutti corrotti di Anzianità, vi conosco. E poiché è mio compito tenere in Assemblea Permanente sul selciato un certo numero di Anziani, io dovrei sostituirvi. Ma non posso rischiare di assumere altri Anziani Corrotti o Corruttibili che non conosco. Perciò siete riassunti. Rimettetevi in flebo e continuate a battere il nessundove. Grazie”.
Volgo ancora lo sguardo verso Luce. Luce ridacchia. No, non è vero, Luce non ridacchia ma io non ho ancora perduto lo sguardo del Ragazzo verso la divina Adolescente che gli sfiora il braccio e la guancia... Luce mi vede e... come faccio a dire che non ridacchia!? Io la vedo ridacchiare.
Tra il suo luminoso veleggiare nell’Alto e il mio fiducioso dipendere dalle pietre del selciato, corre il desiderio.
“Parlami, Luce!”