martedì 9 agosto 2016

Girolamo Melis - L'ADOLESCENTE (Romanzo, 8 - 9)



8. Insieme.

Le tre ragazze si guardano, la prima a ridere è Eli. Ridono insieme, non si erano accorte che stava diventando sera.
“È la prima volta…” dice Mary. “È la prima volta…” dicono insieme Ornella e Eli.
È la prima volta che si parlano, che si incontrano e si parlano, che si parlano ascoltandosi, guardandosi negli occhi e non sugli orecchini e sulla t-shirt.
Sanno di aver dimenticato, no: saltato, gli appuntamenti e i programmi che avevano.
Mary si rivolge a Eli: “Dì la verità, stavi andando da Riugo, vero?”
Eli: “Non ero sicura ma sì andavo da lui”.
Mary: “Volevi parlargli, pensavi, speravi che ti asoltasse, volevi che parlasse anche lui, speravi…”
“Sì, non so se speravo… mi illudevo, mi illudo…”
“Sai, noi ce ne siamo accorte un po’ tutte che tu con Riugo hai… insomma che quando sei con lui non sei come una compagna di scuola… non so…ne abbiamo parlato qualche volta anche tra noi e anche con qualche altra amica… davvero sai? tu stai vicina a lui perché lo vorresti vicino, lo vorresti… non so come dire… ecco: una persona come te… un po’ come siamo state insieme noi tre ora… e lui… insomma… si vede che sta volentieri insieme a te perché tu sei molto bella…”
“Ma smettila!” la interrompe Eli.

continua

“No, lasciami dire, si vede che lui è molto fiero che tu scelga sempre lui per scambiare parole, per fare un pezzo di strada… e gli altri ragazzi strozzano d’invidia…”
“Vedi Mary e anche tu Ornella, sento che ora è successo un miracolo… il nostro incontro… sì, io non mi arrendo, insomma, non è facile ma non mi arrendo, e sento che Riugo potrebbe essere un ragazzo diverso… forse anche perché è l’unico che non si cuàffa come un fighetto… perché sembra sempre lì lì per sedersi difronte a me, parlare insieme… ma poi deve andare sempre da qualche parte, al calcio, a krav maga… Insomma voi ve ne siete accorte?!”
Ornella: “Che bella giornata! Da quanti anni ci conosciamo? Ed è successo proprio oggi, così, perché ti abbiamo quasi urlato per strada e tu hai risposto.”
Ornella era arrivata sul marciapiedi di casa, e Mary stava la strada accanto. Non ci fu bisogno di parole per dire “a domani”, però stasera magari si chiameranno.
“Ma tu” dice Mary, “ora mica vai da Riugo?”
“No, è tardi, gli manderò un msg, ora non potrei parlargli. Abbiamo così tante cose da dirci noi, prima!”
E Ornella volle chiudere l’incontro in un modo che nessuna si sarebbe aspettato:
“Ora vado a casa e chiedo chi dei due ha avuto l’idea di mettermi l’articolo di Abramo sul mio tavolino. Poi chiedo chi sa, cioè se qualcuno sa chi è il giornalista che si firma Abramo…”
Eli: “Che ne dici di chiedere al tuo papà o insomma a chi sa, se riesce a saperne di più… ora la sparo grossa: sapere dove si trova, dove si può incontrare, se ci possiamo… parlare?! Dio come sarebbe bello poterci parlare e se lui volesse parlare con noi!”
“Ganza! Fortissima, la nostra Eli…”
Si baciarono e si salutarono.


9. L’intervallo.

“Ma se non vi siete mai cagate…”, fu il commento del coatto Albertino passando accanto alla panchina del cortile scolastico dove Eli, Mary e Ornella se ne stavano a chiacchierare tutte concentrate e quasi senza addentare i panini.
“Fila, va!” gli risposero.
Sì, Ornella aveva parlato con la mamma, il papà tornava troppo tardi. Ma la mamma l’avrebbe avvertito del colpo che aveva fatto l’articolo su Ornella e alcune sue amiche. Stasera avrebbe avuto più informazioni. La mamma non aveva fatto commenti. Sì forse tra di loro ne avevano parlato ma lei non volle dire altro a Ornella.
Distante qualche decina di metri dalla loro panchina solcava la strada dell’uscita la prof di matematica. Sembrava furibonda pur trattenendo l’ira dentro il cappotto avvinghiato a sé dalle braccia strette sul petto. La seguiva il preside, che stava tentando di fermarla. Ma siccome il preside non voleva mostrare al mondo la sua rincorsa e la camuffava in un andare tranquillo, la prof uscì a razzo dal recinto, aprì la sua Ritmo, si ficcò dentro e schizzò via. Il preside si fermò, si accorse che alcuni studenti avevano notato la sceneggiata ma non dette segno di vita e, come niente fosse, tornò sui suoi passi.
“Chi ha potere?” chiese come a se stessa Eli, guardando Mary e Ornella.
L’idea venne a Mary: “Se fosse stato l’inseguimento tra due cani, il cane che inseguiva sarebbe saltato addosso al cane inseguito… e il cane inseguito si sarebbe rivoltato al cane inseguitore. Avrebbero abbaiato o si sarebbero azzannati, non non possiamo sapere perché non sappiamo niente della natura, ma certamente uno dei due avrebbe affermato il suo potere sull’altro, e l’altro l’avrebbe sentito. Noi invece crediamo di sapere tutto e non sentiamo niente… Questo era il punto della tua domanda di ieri, Eli…”


continua