martedì 26 luglio 2016

PER LA BELLEZZA NON C'E' PIU' TEMPO


(Queste parole non sono indirizzate agli adulti, i quali hanno smantellato la Bellezza sia come speranza sia come follia. Sono dedicate soltanto ai giovanissimi, ai giovani e alla maggioranza delle ragazze: insomma a tutti coloro che gli Adulti hanno ferito, piagato, decomposto e umiliato ma non posseduto e stretto nella morsa della loro miseria calcolante.)
Per la Bellezza non c’è più tempo. 
Se non l’hai sentita, coltivata, ricercata, scelta ad ogni costo, non la puoi più conoscere: certamente, non la puoi riconoscere!
Ma se ti sei lasciato abitare dalla frescura e dal tepore del desiderio di Bellezza, e perciò stesso non hai mai più potuto contentarti di niente di meno...
Se non hai placato e rinnovato la tua sete alla sua fonte misteriosa...O se non hai smesso un solo istante la ricerca, ancorché infruttuosa...
Se il desiderio, insomma, è tutta la tua vita e tutto te stesso, allora sei e sai.
(Per la Bellezza non c’è più tempo, se non è essa stessa il Tempo.)

Non puoi dire: “Finora non ho avuto tempo per queste cose, ho dovuto lavorare sodo, ho divuto farmi una posizione, ho vissuto col coltello tra i denti e con gli occhi dietro le spalle...Ma ora, ora ... forse potrò incominciare ad occuparmi della Bellezza...L’anno prossimo...ecco, fra qualche anno...”
Tu non sai che cosa dici, e soprattutto, ahimè, non sai che vita stai vivendo.
Eppure, ogni istante del giorno, nel lavoro, nella vita affettiva, con i figli, nei rapporti col mondo, sei così spudorato che decidi cos’è Bello e cosa non lo è; giudichi l’opera o le semplici parole di un filosofo, di un poeta, di un bambino, giudichi un pensiero ispirato, un’esitazione, un valore a te ignoto... e sei per disgrazia hai il potere di fare e di non fare, in nome della tua “bruttezza” non solo ti precludi,
ma precludi agli altri le Cose Belle, le opere magnifiche, le strade del Fantastico e del Salubre.
Tu sei l’inconsapevole e colpevole distruttore della Speranza del Mondo, poiché tu, insieme ai tuoi simili, hai deciso dove porre la Barriera invalicabile tra la Bellezza e la Redditività...
Andresti imprigionato e, solo dopo, perdonato; poiché quella Barriera non esiste, l’hai creata tu senza prove, senza altro fondamento se non la tua Ignorante Arroganza, fondata sulla tua vita senza Bellezza. Sei murato dentro un castello senza porte e senza finestre, circondato dalla Bruttezza e convinto che questa sia il Valore.
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E pensare che niente è più “redditizio” della Bellezza.
La Bellezza fa stare bene con sé e dà emozione agli incontri.
E’ la musica della con-sonanza, della con-divisione.
E’ il convito al convivio.
Nel suo territorio, si è ospiti amati d’una casa abitata poeticamente.
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La Bellezza è nei cuori semplici, nel “bambino” che abita tutti noi e che sopravvive (quando sopravvive) alla ferocia del “pensiero calcolante” installato, solidificato.
La Bellezza alimenta la tenerezza diurna: “scambia” per nulla e non chiede nulla in cambio: si riconosce nell’assoluto. Abita ognuno, se ognuno, pur abitando la “massa” non ne è abitato. Sì, anche l’Io-Massa, posto davanti al fantasma della Bellezza, può riconoscervisi con innocenza, può sentirsi pervadere dalla poesia, può irrorarsi di fantasia. Poiché la Bellezza è costitutiva del Corpo, mentre il pensiero calcolante vi si abbatte come un napalm.
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Si tolga ai Potenti Brutti il potere di affermare che “le Masse vogliono e meritano la Bruttezza”.
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Per esempio, ti piace molto tutto ciò che mette in evidenza le miserie, i difetti, la cretineria, la merdosità degli esseri umani? Sì, tu stai con i milioni di Italiani che si divertono molto con i “comici”, con il cosiddetto umorismo, con la cosiddetta satira, e sguazzano nello schifo altrui. E tu ridi, ridi... Ti nutri di barzellette sull’imbecillità, certo come sei che imbecilli, miseri, merdosi siano gli altri.
No, caro: sei tu l’imbecillità e l’orrore, poiché non conosci, non leggi, non vedi, non guardi altro che quello. E lo chiami “sano diritto al divertimento”.
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Un fabbro ha appreso in bottega, fin da bambino, l’arte, la cura, il piacere, la libertà di fare il fabbro. E’ diventato eccellente nel suo mestiere, è ricercato per la sua maestria, è pagato per la sua opera.
Così uno scenografo, un archivista, un impiegato specializzato, un militare, un parroco, un maestro di scuola...
Ma:
la più grave malattia dell’ultimo secolo - la Cultura Sociale -
ha prodotto una inarrestabile metastasi che si è fatta necrosi del Valore.
E ora:
il fabbro non ha più statuto sociale, ambisce a diventare negoziante di ferramenta; un eccellente fabbro scompare e si auto-promuove bottegaio.
Un eccellente scenografo scompare, e viene “promosso” verboso e mediocre Direttore Artistico.
Un eccellente archivista scompare, ed è promosso Irrilevante Direttore Logistico.
Un prezioso impiegato specializzato scompare ed è promosso Incapace Capufficio.
Un eccellente militare scompare, ed è promosso Sudato Ufficiale.
Un vitale parroco scompare, ed è promosso Incapace Vescovo.
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Ogni successo sociale è una rinuncia alla Bellezza.


da Odio Amore Furia, di Girolamo Melis