giovedì 21 luglio 2016

E ORA, SE AVETE STOMACO, LEGGETE COME IL "CORRIERE DELLA SERVA" RIPORTA L'ULTIMISSIMA PUGNALATA DEL GANGSTER MARIO DRAGHI AI POPOLI D'EUROPA, CON SPECIALE AMORE PER GLI ITALIANI...


Ed ecco il testo integrale dell'articolo:

Alla luce dell’esito del referendum sull’uscita della Gran Bretagna dalla Ue «i mercati finanziari dell’Eurozona «si sono dimostrati resistenti in modo incoraggiante» anche grazie all’impegno delle Banche centrali a fornire liquidità aggiuntiva. Il presidente della Bce, Mario Draghi, parla nella consueta conferenza stampa al termine del consiglio direttivo, che ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse. Il tasso chiave rimane dunque a zero, mentre il tasso sui depositi resta allo -0,40% e quello di rifinanziamento marginale allo 0,25%.


Ripresa a ritmo moderato.
Gli indicatori economici confermano «lo scenario di base di una ripresa in corso, che procede «a ritmo moderato», e un aumento dell’inflazione». Draghi ha ribadito che le operazioni di acquisto titoli «andranno avanti fino al marzo 2017 e oltre, finché non vedremo un aggiustamento sostenuto del percorso dell’inflazione». I rischi per l’Eurozona, aggiunge Draghi, «restano orientati al ribasso» per via della Brexit e di altre incertezze geopolitiche ma Francoforte «resta pronta a fornire liquidità se necessario» e a «ricorrere a tutti gli strumenti nell’ambito del proprio mandato». È tuttavia troppo presto per valutare l’impatto economico della Brexit, che la Bce «valuterà quando avremo più informazioni». Draghi ha confermato la ripresa del credito, sostenuta dalle «condizioni monetarie molto accomodanti».
Regole Ue.
Quanto all’opportunità di consentire a Italia e Portogallo di utilizzare fondi statali per aiutare le banche, Draghi ha detto che le regole comunitarie «contengono tutta la flessibilità necessaria per gestire le situazioni straordinarie» e valutare come utilizzare questa flessibilità «spetta alla Commissione». Secondo Draghi, risolvere la questione delle sofferenze bancarie nell’area euro «è molto importante» e dovrebbe essere una delle priorità della politica: «È necessario affrontare la questione dei crediti deteriorati in Europa». In «casi eccezionali» o quando «il mercato dei crediti deteriorati è sotto pressione» non si può escludere un «paracadute pubblico» per agevolare la soluzione del problema delle sofferenze bancarie ma tale soluzione va basata su «tre pilastri», ovvero «un meccanismo di supervisione complessivo, un mercato delle sofferenze efficace e l’attuazione di tutte le norme necessarie perché questo mercato funzioni». I crediti deteriorati sono un problema per «la futura redditività delle banche e la loro capacità di fare prestiti». Draghi ha rilevato come i governi possano agire per far «pienamente» funzionare il mercato degli Npl anche con misure legislative.
Italia nella direzione giusta.
I passi compiuti dall’Italia nella soluzione del problema dei crediti deteriorati «vanno nella direzione giusta» anche se «ci vorrà tempo per risolverlo, come ci è voluto tempo ovunque». Per Draghi «dovremmo però essere consci che più questa situazione va avanti, meno il sistema bancario sarà capace di trasmettere all’economia reale gli stimoli della politica monetaria; inoltre un elevato livello di sofferenze rende una banca particolarmente vulnerabile ai mercati». «Bisogna creare un quadro normativo nel quale i crediti deteriorati possono essere scambiati», ha detto ancora Draghi, «la domanda è cosa si può fare per accelerare una soluzione e la risposta è: un mercato dei crediti deteriorati che funzioni».
Misure non convenzionali
Draghi ha spiegato che il consiglio della Bce ribadisce di «essere pronto a usare tutti gli strumenti disponibili entro il suo mandato». Le misure non convenzionali di politica monetaria continueranno e Draghi conferma gli acquisti mensili di attività per 80 miliardi di euro sino alla fine di marzo 2017, o anche oltre se necessario, e in ogni caso «finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione».