domenica 3 aprile 2016

A FEDERICA EB

A Federica Eb.
Leggo il tuo commento. Vorrei poterti parlare, ma scelgo di farlo con poche parole, non di risposta ma di scambio.
La tormentata sapienza del Novecento ci ha insegnato che il Reale consiste ormai nel Virtuale. Altro Reale non c’è. Ho scelto di frequentare la Rete da molti anni prima con un Blog poi con Facebook. Per seminare, dico. Nell’Illusione-certezza che per vedere una piccola luce bisogna essere al buio: che, cioè, dopo la morte del Bene, giocando con Platone, Pascal e Baudrillard, ci conviene puntare tutto sul Male. Mi sono dato anche uno slogan: “Facebook è il Campo. Se semini margherite raccogli margherite, se semini merda raccogli merda”. Naturalmente non è vero, ma è bello.
Di mestiere, penso, leggo e scrivo dall’età di 3 anni: dico infatti che ho avuto culo fin dalla nascita.
Puoi dunque annusare, intuire… che sono più affascinato dall’ignoto che dal noto. Il noto è la morte. Il noto ci ha reso obesi d’Informazione (cioè del Mondo che riceviamo in flebo), che noi chiamiamo Libertà, Libertà d’Opinione, Democrazia, Destra, Sinistra, Giustizia e altre bestemmie.
……….
Ho due grandi Amici, i due Uomini più perseguitati d’Italia: Loris F. e Marcello Dell’Utri.
Con Loris ho scoperto l’eroismo della Pace, Ebla Guerra al fianco di chi non conta niente.
Con Marcello ho scoperto l’Amicizia, il donare, l’Innocenza perseguitata dalla Legge.
Né con Marcello né con Loris sono/siamo riusciti a dare una mano a Silvio. Non ce l’ha fatta a liberarsi dai suoi Ricattatori, nemmeno quando gli abbiamo sussurrato e mostrato Alleanze Giuste. La sua mitologia dell’…essere amato è la sua prigione. E gli ha messo intorno al collo il cappio, di cui il Potere Finanziario non ha mai mollato la stretta.
I delinquenti e i servi lo chiamano Potente. E succhiano il suo sangue, i suoi favori, la sua vita.
Cara Federica, capisci bene che non è con questa sintesi che avrei voluto rivolgermi a te. Grazie.