sabato 13 febbraio 2016

PRIMO FU UH..................................................


Uh uh uH UHUHUHUH
Forse Dio si chiamava Uh
Ma nessuno diceva Dio 
Perché non c’erano le parole 
E intorno e tutt’intorno
Tutto l’intorno
Non si chiamava Mondo
Erano cose
Che non si chiamavano Cose
Erano stupori
Erano terrori
Erano rossori
Erano meraviglie
In forma di Uh
E forse tutto era Uh
Ma niente come Dio
Era UH
.............
E mentre Dio
E mentre Dio
Era senza Parole
Aaahhhhh!
Aaahhhhhmmmmm... AAAAAAAHHHHHHHMMMMMMM!!!!!!! Aaa... mmm...aaa...
Il nome
Forse fu il primo Nome
Certo il primo Nome
Altroché Nome
Oh quanto Dio e quanto Cosa e quanto Tutto
...ahm... ahm... fu il Nome
della poppata detta Mamma
perché ciò era
e aveva forma di sostanza
e aveva calore
e aveva freschezza
e aveva energia
e aveva carezza
e aveva braccia
e aveva lacrime
e aveva pazienza
e aveva assenza
e aveva attesa
e aveva ritorno
ed era AAAMMM... Mamma
e fu Dio in forma di mamma
e fu Mater e materia
e fu ammmmmmmmmm
e fu mangiare
e fu ammmm
e fu ammmmm....OOORE.
e mentre Dio era senza Parole
e mentre Dio era senza Nomi
perché non c’erano Parole
agli stupori
ai terrori
agli stupori
e le meraviglie
avevano forma di Uh
e tutto era Uh
e sempre
il solo Nome di Dio
era UH
...................
Eppure il primo
Eppure il primo povero Uomo
Ricco di Nomi Giovanni Paolo Matteo Giacobbe Aronne che gli vennero da dire
Il primo che volle dire
E che volle sorridere
E sorridendo aprirla
Quella Femmina
E femelle
E matri
E mater
Quel primo povero Uomo Non osò chiamarla Dio Lei che era Dio Madre
Né lei ebbe voce
Lei che non le fu data voce Lei che genera
Come sa il Mondo
Come sanno i Pesci
Come sanno le Pietre
Come sanno i Fiori
E più e prima
E nel suo assoluto sa il Dio nascosto Che ha dato Nome
Al secondario Pa
E gli ha lasciato
Chiamarsi PA e POT e PAT
E Patre e Potir e Potere
E PAATR...TR-TR-AAA-TRR-ATT-A-TA- RA-TTA-TTA...
E poi fu Frrr...
Frrrrrrrr... e ffffffrrr... FFFFFFFFFFFRRRRRRRRRRR...
E Frrrrrrr
E fr...
Così
Così frrrrrr...
Doveva essere il vento
Dalle ali
Dalle ali velose e poi carnose D’inaffffffffferrrrrabili fffffarrrrrrfffffalle... e fffffoglie...
Così Così...fffrrr...fffrrr...ffrfrfrfrfrfrfrfr...!!!!!! Doveva dire l’amante senza Parole
Al cielo alla fffemmina
All’improvvisa ombra
E frullare spazi d’amore
E sgranare occhi assolati
E avvicinare i denti alla lingua
E non tocare
Niente
Né per dire
Né fare........
Fffrrrrrrr
Così doveva essere l’ammmmmmmmore...
E ora.
Va’ un po’ a fare fffrrrrrrr al tuo ragazzo
E scappa come un pazzo Perché non corrisponde
Parola
A quell’infinito fffffrrrrrr... Senza Parola Amore
Ffffrrrrr così uhhhhhhhh e così ammmmmmore!
E le mani ti diventano fffrrrrrr
E tutto il corpo assomiglia a quel ffrrrrrr
E gli occhi ora chiusi
Ora socchiusi
Ora dischiusi
E i cigli bisbigli
E i sospiri mai sbadigli
Nel ffffrrrrrr
Che tu sai dargli e donargli
E soffiargli sul viso
E che lui manco prova ad ascoltare A sentire
A incontrare
Allontanare per
Tornare
A riconoscere
Quel fffrrrrr
E dargli Nome Ammmmmmmm Amore...
FINE DELLA TRASMISSIONE DALLA NOSTRA POSTAZIONE NELLA CREAZIONE.


Girolamo Melis, 2014