giovedì 4 febbraio 2016

LUCE - 43. IL PASSO IMPRUDENTE DI RAGAZZO

43. Il passo imprudente di ragazzo

Il passo imprudente di Ragazzo si affaccia ora dalla piccola strada sul selciato della via Principale.
Sa o non sa il mondo che sta per affacciarsi al suo corpo, al suo sguardo?
Gli viene incontro il marciapiedi complice d’una scelta non sua e non voluta e non accolta. Il petulante viso del bambino che fu lungo stupore nel ventre della madre ragazza risplendente in ostaggio al giovane sposo anagrafico… ragazza degli sguardi mimetizzati da occhiate decenti e imploranti prudenza eppur danteschi di confidenza e sgambetti. E ora resta il bambino complice di manieristici ciao su btp e spread bund… e via di sguincio tra le braccia sublimi della madre… là! Zàcchete verso il day after atomico della via delle merci. E i volti aperti del bel viso che Ragazzo non poteva nominare e chiamò Jennifer. E gli ammicchi dolenti votati al sacrificio di Bianca. E l’improivvisa stretta alla gola al capo chino di Margherita, china per non guardarsi in viso. E il viso prorompente di festa di fanciulla appena adolescente e già dannata dal terrore domestico a coprirsi di velo e d’abisso. E mille voci lo assalgono dal sacro carnevale degli affetti,voci a viso aperto e cuore belligerante e carezzevole, furibondo e sommesso, nella memoria di Pompeo e nella tenera inafferrabile tammurriata di Violetta fino viva vita di specchio e cuccia e divano e caviglie e costole di libri di Ettore scudiero della nutellata Patrizia. Ed ecco il portatore di sassate di crema e frenesie, il Gordon che passava di qui sull’autoblindo Moulin Rouge feticcio di Madagascar e colline astigiane… mentre Ragazzo
disorientato mette su casa sui bancarelli maghrebini di sandali a Un Euro… e immagina l’abbraccio di lacrime a fighissima Rachele lieta e trionfante alla faccia del dolore e raffigura come icone del tempo le amate truppe cammellate guidate dal sapiente Alessio Ghibellino e la non-adolescente fanciulla sacrificale Annarita nello sguardo guardiniano di Joseph, martire della verità.
Ragazzo inchioda il piede prima che si posi sulla soglia del selciato-mondo. Bagnato di Luce non cerca non vuole non aspetta non indugia non precipita non si lascia nemmeno sfiorare dalla materia dei ricordi… che non rendano merce la Memoria.
Ragazzo non sa e non abbassa il viso né alza gli occhi in cerca del sapere. S’interroga, sì… nella incomparabile gioia di non ricevere risposte.
Ha conosciuto la jouissance, e l’ha riconosciuta.