venerdì 19 febbraio 2016

DICO A VOI, ADOLESCENTI. SI AVVICINA IL 17 MARZO. NON E' UNA FESTA.

COSÌ, 155 ANNI FA’, L’UNITÀ D’ITALIA POSE UNA LAPIDE SUL POPOLO ITALIANO

1. In 155 anni un Popolo fatto di campanili, dialetti, singolari bizzarrie, radicate credenze, ha perduto ogni traccia di Comunità, di Solidarietà, di senso dell’Accoglienza.
Accozzato per Legge da una Classe Politica accozzata intorno ad una Monarchia gretta e vuota di Simbolo e di Sacro, il Popolo Italiano è stato ridotto allo Statuto di Massa: da Guerra, da Parata, da Furbizia, da Conformismo, da Obbedienza burocratica, da Socioletto calcistico e da Calco Televisivo.
La fertile antropologia comunarda del Popolo Italiano – che delle Fazioni si era nutrita e sempre rinvigorita per un Millennio – si è fossilizzata in Inimicizia Ideologica, in Costume dei Diritti senza Doveri, in barbarica Divisione tra Nord e Sud non soltanto geografici e storici.
2. La spaventosa Costituzione Italiana, dettata dall’ipocrita bisogno di bonificare le “masse” dall’esperienza del Fascismo, ha sacrificato ogni Ideale, ogni Speranza, ogni Passato, sull’altare pagano e sociale della “Democrazia”, parodìa della Giustizia.
La Politica di Tre Classi di Predatori Legali – i Liberali Divoratori, i Cattolici Scristianizzati e i Comunisti Sovietici – ha imposto al Popolo Italiano Leggi, Scuola, Norme, Regole di Vita, che hanno umiliato ogni Libertà dell’Individuo in nome della “Libertà d’Appartenenza”.
L’idolatria della Libertà di Stampa, della Libertà d’Opinione, del Diritto all’Informazione, della criminale Scuola dell’Obbligo, della Sindacalizzazione del Lavoro, ha paralizzato l’Anima stessa di quello che era stato il Popolo Italiano per Mille e Ottocento anni.
I Visi, le Voci, i Rutti, gli Sputi, gli Insulti, le Manette, le Infamie – in Par Condicio – che ogni anno festeggiano l’Unità d’Italia, costituiscono la prova della morte della fraternità, della talentuosa competizione, della solidale vicinanza, che avevano fatto Grandi e Amichevoli gli Italiani, prima dell’Unità d’Italia e della sua putrefatta maturazione in 155 anni di miserie.