domenica 31 gennaio 2016

LUCE - 42. MA CHE POSSO RISPONDERE ALLA DOMANDA DI LUCE?





42. Ma che posso rispondere alla domanda di Luce?

La domanda di Luce non è una domanda. Il dono stesso che lei mi fa è una domanda.
È una domanda che contiene il Mondo Altrove, i mondi che non vanno né stanno.
È una domanda che mi contiene. Mi contiene come Io, come Ragazzo, come Il Ragazzo, come Adolescente, come Adolescente con Lei Adolescente.
Contiene la bellezza di Giallo.
E allora chiedimi. Non mi sorprenderai neanche tacendo. Il tuo silenzio sarà la mia parola. Tu che nemmeno sulla via Principale riesci più a nascondere.
Difronte a me che non avevo fronte che per la morte,
Amica prima come ora... come ora che m’hai rialzato il viso.
Ora mi vedi. Sono ai respiri verdi e rossi e blu della terra e delle cose. Non ho fretta né alle domande né al silenzio. Lo senti? Il tuo corpo m’è diventato amico come m’era bambino. Niente più è indistinto. Distinguo il mondo in paesaggio e forra. Sono qui e prima di parlare ti bacerò le palpebre.
Nella mia terra lontana anche le chiese erano fazioni e gli uomini che le reggevano erano vavassori di Dio, non pastori. Nessuno stava con alcuno né con la fede né con la pietà – era questione di ruolo nella Lingua Italiana. Nemmeno le famiglie erano tribù ma parti del discorso. Il Padre mi dava del lei vivendo in me l’avvento del Linguaggio e del lignaggio e la malinconia m’irrigidiva nei libri al centro dei giorni e delle notti. L’eros ordinava gironi e movimenti sovrani silenzi cenni e segni.
Luce Ragazza noi stiamo vivendo come fossimo Noi eppure abbracciati ai nostri Io non più vagabondi né incatenati. Noi non mentiremo nemmeno per proteggerti.
C’è Luce, la vedi? Lei vede. E tu vedi il vedere non più come intrusione, schiaffo, vacanza del cuore.
E io che vedo? Vedo lo sguardo della radura che mi ospita e che ospito in me ma non delimito con ciechi panorami, orizzonti, geografie.
Come la vita contiene la morte e ne fa una biondina, così Luce ci ha insegnato che il buio non è notte dell’anima ma spiraglio di Luce.
………….
Ora riprendo il mio piccolo libro. Parlo con me e le domande sono tue dal fiume largo, dalla collina azzurra, dalle crepe vulcaniche, dall’olivo solitario, dalla Signoria della parola furiosa dell’Ariosto, dallo stupore neotecnico dell’Iphone, dalla somiglianza affinità corporeità dello scambio... 
Tu mi parli di religioni e di paure. Io parlo con me mentre mi guardi fino al fondo della ragione e mi vedi, mi vedi nel rossore, nel pallore.