sabato 30 gennaio 2016

LUCE - 40. E' GIORNO DI FIERA





40. È giorno di Fiera

Non è mai stato assente il Ragazzo, eppure sente una sorta di inquieto stupore guardandosi intorno, invaso dall’intorno. È giorno di Fiera. I passanti e i mercanti, i viandanti e gli abitanti, i corpi e i packagings, non si distinguono nell’apparente assenza di Luce.
Ma il Ragazzo subito rinviene e strabìlia: cosa fa quel…? Come può il geometra Archimede lasciare incustoditi i suoi giocattoli di guerra? Se ne sta lì a disegnare sul selciato e non sa quali rischi…
Ed eccolo, non ha nemmeno un bancarello, un trespolo: è lui Galileo così illuminato eppure così incauto da credersi invisibile tra le stelle. E non si accorge della mano che gli si ficca in tasca e sfila la Lettera, mentre il Sole…
Il Ragazzo è incantato. Vorrebbe dare soccorso, avvertire, gridare. Ma ha imparato a tacere nello sguardo di Luce. E gli appare la più inaspettata delle Figure in un luogo, in un giorno di mercato: è Hume. L’empirista si gingilla alla sua lavagna immaginaria malferma sui sampietrini… Che fa? il Ragazzo vede che sta distinguendo, accostando e separando, mettendo in relazione le Idee e la Materia…
Il Ragazzo fa per chiamarlo: “Sir David…!”, ma si trattiene. Il Ragazzo non sa ma immagina che il Maestro non sta certo delirando di supponenza e tracotanza verso il Maestro dei Maestri… quell’Euclide che nessuno al mondo ha mai visto né vedrà esporre le merci che mai osò dire di avere.
Finché in un piccolo angolo vede (e quasi si commuove) la scena d’amore e devozione che Luce gli sta donando. Vede il giovane Principe de Quincy, allievo devoto e accudente, che sta proteggendo, nascondendo col suo corpo, col suo mantello – affinché il mondo non ne scopra e non ne veda il decadimento – Lui, l’amato immenso Immanuel!
Il Ragazzo s’inchioda sul selciato. I passanti, nella loro multiforme eppur clonata varietà di Adulti, Anziani, Umani, Copertoni o Coiffures, lo sfiorano lo scansano lo urtano di tacco, lo fancùlano, lo sbuffano. Il Ragazzo sta guardando incantato Kant in Persona che forse invano forse no parla con un pullulare di Bambini che pure incantati hanno perfino dismesso e imboscato gli SmartPhone.
“Il mio Immanuel!” esclama il Ragazzo. Ma ascolta le Parole sul Bello. Guarda negli occhi i Bambini uno ad uno. Vuole che sappiano la parola Bello, che mai più la dimentichino e che mai più permettano…
Anzi, il Grande Immanuel mima il gesto di menar calci e insegna loro a prendere a calci i loro genitori e insegnanti che osano dire “Gusto” e… “sì insomma…”.
…….
Un colpo di tosse secca sembra scuotere l’aria e gli ombrelloni dei banchi.
Il Ragazzo anza gli occhi e chi ti vede? Vede quel birichino di Frontinus! Noooooooooo!!!! Altro che Mossad! Il vecchio Lucius se ne sta su e vede tutto, scopre tutto, scava tutto, registra tutto, classifica tutto, dai soffi di vento alle stragi mesopotamiche… figuriamoci se non vede i poveri Stratagemata dei mercanti. Ma allora, perché mai Frontinus è venuto fin qui sulla via Principale di questa casa tra le colline?
……
Luce si avvicina a Ragazzo: “Io sono qui, lo sai, la tua Luce l’ho lasciata serena… ma ora volevo che fossi tu a sentirmi vicina e ti ho inondato di… Insomma lo sai: per il Mondo Altrove questa è una Fiera delle merci avariate, per te è la Fiera della vita”.