giovedì 28 gennaio 2016

LUCE - 39. LA CASA SUL SELCIATO






39. La Casa sul selciato

Il selciato è abbagliato di Luce. La tenera Luce dei mattini sul prato verde tempestato di Fiori Gialli. Il Bambino dei tanti fofi tutti gianni, mamma!... diventato Adolescente sulla via Principale, sulle piccole strade e sui sentieri… ora è Ragazzo.
Ora non diventerà più altro né chiamerà più Mondo l’Altrove né s’interrogherà sulla Luce, sull’abbandono, sulla vicinanza e sulla lontananza.
Luca vuole subito It’s too late!
Luce sa dove cercare e si alza. Luca la ferma. Non è mai senza Carole King, la porta addosso e spara It’s too late lì di colpo. Luce si mette a ridere e cerca, guarda Luca, non riesce a capire da quale parte esca la musica.
Ragazzo ha visto la mamma di Luca in faccia e ha capito. La mamma di Luca non vede Luca ma a qualcuno deve parlare e lo fa con i primi due anziani pneumatici che passano-stanno lì accanto basìti: “Sai – dice mamma di Luca – Luca vuole sempre ascoltare It’s too late, in qualsiasi momento, dove si trova si trova e quando meno uno se l’aspetta… e allora io la porto con me…”
Luce non ha visto ma non si stupisce più, anzi accenna, muove appena il corpo, si tiene i ginocchi dei leggings con le mani e incrocia le mani… e ha creduto davvero che Luca abbia fatto partire la canzone toccandosi la fronte col dito.
…..
Ora i due Adolescenti… sembra che non abbiano alcun contatto, sembrano distanti, anzi chissà dove… ora i due Adolescenti sono uniti da un filo di Luce, un sospiro di Luce, un suono di Luce, da intervalli di oscurità, di malinconia… ora le ombre non li separano… ora hanno in comune una Mamma, finalmente una Mamma che non appartiene al Mondo degli Adulti, al mondo dell’ordine, al mondo del buio, all’altrove.
I passanti stanno e vanno ma sempre più radi, non fissano i loro artigli su quelle figurine stradali disegnate sul selciato, non scambiano sottintesi tenendosi le mani guantate davanti alle bocche avare… sembrano anch’essi abitare il prato Giallo.
La tenera Adolescente ha trovato Casa. E il tramonto si è fatto sera e la coglie a ripetere le parole che Luca le dice di ripetere… le dicono insieme una ad una… “un due tre quattro… un due tre quattro… un due tre quattro… un due tre quattro… un due tre quattro…”.
Poi si danno appuntamento con altre parole, e Luca riesce (no, lui non fa niente per riuscire)… insomma la mamma di Luca resta senza parole quando vede Luca abbracciare Luce fino a soffocarla e alza la mano vertiginosamente nel saluto: “A domani, Luce… a domani, Luce… a domani, Luce…!”
Luce si alza dalla larga pietra sulla quale è rimasta ha abitato una vita che le sembrano ore ed ore, si dà una bottarella ai leggings e si incammina.
No, ecco che si ferma. Si gira di scatto come in un passo di rock, spalanca la tenerezza del viso e…
… Ragazzo riceve in viso, nel suo viso, il viso di Luce… sa che per Luce è invisibile perché non s’è voluto mostrare… ma lui la vede e non può atrattenersi dall’agitare la sua mano vertiginosamente come ha imparato da Luca…
Non sa se Luce lo vedrà, ma sa che Luce ha rivolto quell’infinito abbraccio di tenerezza a lui, proprio a lui, mai così vicino. E diventano Noi.