lunedì 25 gennaio 2016

LUCE - 34. IL PARADISO (UNO)...





34. Il Paradiso (uno)…

Ragazzo indossa un abito mimetico. Ha il suo sorriso. Poi la sua faccia dura. Poi il sorriso. Daccapo. Vetrina. Leggera spinta. Si fanno da parte. Si fa da parte. Altra vetrina. Daccapo. Ragazzo accende una sigaretta con un gesto professionista. Gente si sporge dalla vetrata. Saluti. Come se fosse “Non... bé sì. No no…”.
Sì segue una voce e uno sguardo fino alla casa di campagna in collina. Era una cena tra loro. Ragazzo alla pari. Parlano lo ascoltano. Parlano. Si incrociano. Sorridono. Ragazzo è uscito in una nuvola di polvere Gialla rossastra schiacciata dalla nebbia. Ora è nella stanza di città al telefono. Ragazzo indossa un abito mimetico e jumping across the square his mind... his MIND ----------HIS MIND----------DIES. (E’ questo il paradiso nell’eventuale mente di Ragazzo?). Ma intanto:
Ragazzo sorride attraverso the Main Street. Lo sfiorano i pneumatici, le scocche interrotte da quel tempo cosmico, i sorrisi – uno - - due - - tre - - quattro - - una linea corposa di bui mentre sulla sua ambiguità stradale si può dire che lui è un “uomo”… un uomo come? Un Adolescente? No, gli Adolescenti non sono mai altrove. Allora:
I passi scanditi di Luce che lo hanno portato – come si è visto – alle 18.30 in punto qui. (Sì, d’accordo, poi lasceremo il dolce Ragazzo al suo destino – sì lo lasceremo guardare finché il muro non fonderà e gli spazi tempo bui mutueranno il ritmo degli anabbaglianti i sorrisi i pneumatici.)
Prima delle 18.30 – intanto – Ragazzo – non ancora terza persona – ebbene: io prima delle 18.30... I miei passi in moviola all’indietro risucchiati da Main Street – il treno da dove? Da dove io cominciavo a pensare il paradiso che era
IL PARADISO
Tutto cosparso di anemoni, volantini colorati dalle finestre, le mani agitate dolci, il coming back. Nella relatività di questo Paradiso c’era quella rassicurazione dei modelli già vissuti – il ritorno dunque – dopo. Non c’erano le strade il treno le azioni i pugni le cose fatte nel mezzo – continuo tempo cucito da secondi.
Era isolare uno di quei ta-tac anabbaglianti – nel tempo – viverlo come sorriso più sigaretta accesa abitacolo luminoso – portarlo nel suo isolamento al fondo delle cose. (That’s all).
Luce no. Ragazzo è attaccato al suo cellulare – a quell’incontro per strada - prêt-a-porter – quella religione di cose. Ragazzo terza persona privo di pensiero – privato di pensiero. Ragazzo che poi lasceremo alla sua pace perché............
Ragazzo con il suo abito non mimetico – intendo Ragazzo impietrito al prêt-a-porter si incammina nella Luce.
Dentro la striscia delle pietre larghe frisa il muro in ombra.