lunedì 25 gennaio 2016

LUCE - 33. IL RAGAZZO NON SI E' ADDORMENTATO




33. Il ragazzo non si è addormentato

Il Ragazzo non si è realmente addormentato neanche per un attimo nella campagna ma la notte è passata su di lui rapidissima perché ha continuato a domandare al suo corpo i dati memorizzati e nell’attimo della domanda – simultaneamente – il terminale ha continuato a fornirgli risposta su risposta non con un linguaggio da interpretare ma col linguaggio stesso delle cose.
No. Non possiamo chiedere al Ragazzo di interpretare. Il Ragazzo non ha sorriso perché il suo risveglio è stato senza passaggio. Il suo risveglio è stato una scelta di Luce. …e si è trovato rapidamente – simultaneamente – al Quartier Generale con le saracinesche ancora abbassate. Ha rivisto l’angolo del semaforo. Il semaforo non ancora sincronizzato sul rosso e sul verde. Il semaforo ancora lampeggiatore Giallo. No, Giallo non lampeggiatore.
Gli occhi del Ragazzo, che sono marroni e dolci e aperti, si soffermano indugiano si distaccano. Gli occhi distinguono la saracinesca dei prêt-a-porter e sono malinconici.
…..

Ragazzo era un fiore colto quel mattino. Aveva le sensazioni di bruciore tagliente - era stata una sensazione – e fu allora il primo tentativo dei tanti che seguirono quel giorno – e fu subito il primo tentativo di resistere e anzi ribellarsi. Era stata la sensazione di un attimo poi si era come ricucito freddo. Allora era stato scrollato da un unico fremito che saliva saliva lungo lo stelo irrigidito. Il fremito dopo quella sensazione su un fremito di fiore che sale ma non occupa un tempo reale perché è già dovunque… sù fino ai confini non segnati dei petali.
Erano state quelle sensazioni che avevano fatto di Ragazzo un fiore. Ed erano passate le ore, proprio quelle che non gli servivano. Che non servono. Ragazzo impara a ingannarsi. E ora vuole vivere scegliendo sempre scegliendo. Come prima ha scelto di essere fiore ora non vuole smettere mai di scegliere. Ragazzo sa di essere scelto, ma sa anche che Luce gli regala Illusioni. Ragazzo ama Luce perché sa… s’illude.
Ragazzo SENTE le sue gambe ubbidire e si fermano e di nuovo portano via il peso della sua scelta – ora sul piede sinistro ora sul piede destro. E scopre di avere un timone che non teme un ALT di semaforo rosso – il timone gli ubbidisce – come ubbidisce all’AVANTI e non teme quella grande Strada che era stata la nostra preoccupazione… così forestiera, così lontana dalla Via Principale.
Perché Ragazzo s’illudeva di non avere più bisogno delle pietre grandi larghe e delle pietre rettangolari e dei sampietrini della via Principale e delle piccole strade e dei sentieri? E noi che avevamo pensato di riportarlo nella sua pace – noi siamo senza ruolo. Perché tutta la porzione di ruolo è ora nella scelta (SCELTA... ah ah aaah!) di Ragazzo.
Ora possiamo dire che si è ripetuta la tremenda monotonia degli atti della creazione. Una terza persona dobbiamo aiutarla a pensare a produrre a consumare a essere libera di rifiutare la propria autonomia. Finora abbiamo sempre fatto così. Anche il nostro dolce Ragazzo ribelle ora è educato alla chiara e distinta visione del Paradiso. Per questo noi ora non possiamo fare più niente per Ragazzo. Noi non siamo educati nel senso di amarlo e di volerlo salvare – ma che vuol dire? come si fa? – per quello che abbiamo fermamente voluto che non fosse. Anche se c’è stato un momento che abbiamo pensato di restituirlo alla sua pace.
Ma noi, dove viviamo?