lunedì 11 gennaio 2016

LUCE - 24. ...MA IL RAGAZZO CONOSCE LA PAROLA DEL POETA







24. ……. ma il Ragazzo conosce la Parola del Poeta.





Traversare una strada per scappare di casa
lo fa solo un ragazzo, ma quest'uomo che gira
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
e non scappa di casa.
Ci sono d'estate
pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese
sotto il sole che sta per calare, e quest'uomo, che giunge
per un viale d'inutili piante, si ferma.
Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?
Solamente girarle, le piazze e le strade
sono vuote. Bisogna fermare una donna
e parlarle e deciderla a vivere insieme.
Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte
c'è lo sbronzo notturno che attacca discorsi
e racconta i progetti di tutta la vita.
Non è certo attendendo nella piazza deserta
che s'incontra qualcuno, ma chi gira le strade
si sofferma ogni tanto. Se fossero in due,
anche andando per strada, la casa sarebbe
dove c'è quella donna e varrebbe la pena.
Nella notte la piazza ritorna deserta
e quest'uomo, che passa, non vede le case
tra le inutili luci, non leva più gli occhi:
sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
dalle mani indurite, come sono le sue.
Non è giusto restare sulla piazza deserta.
Ci sarà certamente quella donna per strada
che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.


Colmo di Linguaggio, Ragazzo china gli occhi ai piedi
e riconosce la Voce che l’ha chiamato sul selciato…
la voce che sorge dalla morte e l’ha inondato di vita.
Luce lo osserva nel suo viaggio di ritorno alle inutili luci. Luce vorrebbe stringerlo a sé. Ma sa che mai sono sono stati stretti come in questo istante. Sa che non è Lei la donna, e che Ragazzo ha visto Luce. E non ha mai cercato donna né casa né compagna né dolore.
Ragazzo è colmo della sua adolescenziale Solitudine, amica Solitudine, amata Solitudine… Sole dello sguardo che gli ha fatto incontrare Luce.
Luce ha gli occhi bagnati di rugiada infantile, i suoi piedi nudi ne sono accarezzati, dipinti di Giallo. Luce chiede al vento e alle pietre di donarle la Solitudine dell’Incontro, e dice ancora Grazie alle esitanti foglioline della Valle che reso sereno il Ragazzo.
Anche questa è una valle. Terra frutti lavoro cantine granai stagioni misure valore annate…
Ragazzo sorride, vorrebbe deridere ma si ride dentro… gli torna in meno uno dei suoi giochi… (Luce trattiene il respiro curioso al solo vedere il mutamento del suo viso)… sì, riaffiora il momento sui banchi di scuola, quando Ragazzo impettito annunciò di voler confutare Talete… e gridò:
“Il piccolo contiene il grande!!!”
Avrebbe voluto aggiungere “Tiè!”, rivolto ad uno degli “assiomi” del mondo antico. Ma si trattenne allora e si trattiene ora, perché Luce sa tutto della sua anima e dei mondi.
Torna accanto a Luce, i loro corpi sono un corpo d’amore. Uniti, vorrebbero stringere al cuore il Poeta Cesare Pavese e carezzarlo e dirgli della Morte, di quella piccola cosa contenuta dalla Vita.