lunedì 28 dicembre 2015

LUCE - 10. E LA DIVINA COMPLESSA SACRIFICALE FANCIULLA...












10. E la divina complessa sacrificale fanciulla?

Mi sento osservare e osservo. Osservo quei visi e quei corpi, quelle voci tra mitologia e cronaca. Si chiamavano Julia, Emmanuèlle, Sandrine, Uma, Sinhead… ora si chiamano Ele Fede Franci Mau Manu Giusi Simo…
Aravano il mito dell’Uomo Occidentale. Erano le Dèe. Corpi di Prassitele, Visi del Pollaiolo e di Modigliani.
Sono… sono…
I Maschi – non più Uomini – continuano a uccidere. Quando non si votano ai genocidi, si concentrano ad personam: la Persona Femminile, la Persona Sociale, la Persona Diversa. Oltre il Nazismo, oltre lo Stalinismo, oltre (in gara con) l’Islam, i Maschi hanno l’arma più spietata dell’Occidente: l’Indifferenza, la Cancellazione. La Legge.
E Luce? E la divina complessa sacrificale, adolescente Fanciulla?
Il Maschio, nella figura di Uomo, di Padre, di Giudice, di Padrone, mette in campo, sul selciato levigato di Giallo, il più spietato e indifferente epitaffio che la Storia e il Tempo abbiamo mai visto scolpito sulla carne della Femmina Mater e Ninfa: l’oscuramento del Viso, la celebrazione del Culo.
Il Culo della Carne, morte del Culo del Corpo di Fanciulla. Milioni di culi moltiplicati miliardi di contatti, di registrazioni, nominazioni, schedature: nudi levigati aggraziati massaggiati spalmati leccati manomortati calibrati, affiancati multiraziali sociologizzati psicoanalizzati trapanati didascalizzati selfati scolpiti restaurati illuminati a giorno nelle camere chiare ove il significante è il significato… i poveri Culi della Carne si succedono si rincorrono pagati arroganti entuisiasticamente gratuiti nella fantasmacloaca dei Media.
E io? dove mi trovo? Dove mi cerco? Dove vivo il dono ricevuto dalla nascita, il Giallo delle origini, lo sconfinato sorriso della radura, l’illusione di Luce, l’illuminazione del corpo felici di Lei, Luce?
Eccomi rannicchiato ai piedi della colonnina esile della bifora greca o romanica, eccomi nell’accoglienza del dono moltiplicato dalla Grazia, dal Sacro, dall’ancòra non Donatello, non Michelozzo, non Michelangelo… ma ancora imperituramente Prassitele! Nome della Bellezza d’un Culo-Viso-Sguardo-Senso-Destino-Parola di Zeus e d’un Dio non artefatto, non sociale, non legittimato, non bestemmiato dall’Uomo nel nome sacrilego di Dio.
Nemmeno la Torre-Campanile che mi sfiora alla finestra di Casa sembra ascoltare la voce oscena del mondo. L’ascolto, sembra che mi ascolti, mi si offre col suono lieve d’una campanella-campànula di campo… Giallo.