venerdì 20 novembre 2015

ROBA DA SBATTEZZARSI - DOPO 4 ANNI QUI SI TORNA A PARLARE DI ZAIRO FERRANTE E GIROLAMO MELIS




Com’è accaduto l’incontro tra Zaìro Ferrante e me?
In qualche modo, rigorosamente virtuale. Ci siamo perfino incontrati a Milano, mi pare alla Stazione Centrale, poi abbiamo preso la Metro Verde.
Poi ci siamo scambiati parole scritte. Poi non ci siamo più visti: io non sono mai andato a trovarlo a Ferrara perché una tipa non mi ci ha mai portato in macchina.
E anche perché mi sono fatto cambiare i cristallini e ora ci vedo da lontanissimo e non ci vedo più da vicino.
Da alcune corrispondenze ho appreso che Zaìro sta coi frati e zappa l’orto, sia della Medicina sia della Poesia. Perché è uno che fa tutto sul serio. Quel che Zaìro ha appreso di me, chiedételo a lui: io di me non ho mai appreso niente* (chiedo scusa per l’uso burino della parola niente, che – pur sapendo che nessuno di noi sa che cos’è – mi sono lasciato scappare come se fosse qualcosa).

Tuttavia scopro ora nel mio (ih ih) Blog un buffo gag dal titolo “Zaìro Ferrante: parafrasando Girolamo”. E che mi viene in mente di fare? ovvio: ve lo ripubblico. Magari qualcuno ci capisce qualcosa. Ma se ci riesce, lo prego vivamente di non spiegarmelo.
                                                            Girolamo Parafrasato
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2 settembre 2011
ZAÌRO FERRANTE: 
PARAFRASANDO GIROLAMO

Come Tutti voi ben sapete, Girolamo mi ha esortato a dargli un compito. E io gli ho detto: “ Indicami 10 inizi da non iniziare”. Ovviamente lui lo ha svolto ed ora devo, come Mosè ( e perdonate il paragone, ma è solo per rendere l’idea ), parafrasare il suo operato:
1) Non domandare mai a Giro se si sente davvero libero in uno stato democratico. Ti risponderà che nel nostro stato realmente libero non ne può parlare.
2) Non domandare mai a Giro che criterio ha adottato per scegliere un’ipotetica metà o un ipotetico collaboratore. Ti risponderà che non lo sa, perché è stato lui a essere scelto.
3) Non domandare mai a Giro quante calorie giornaliere è giusto assumere con la dieta. Ti risponderà con un’altra domanda che suona più o meno così: “ Ma tu, quando entri in uno di quei fast food e chiedi un chilo di happy patatine o un mega happy burger o quel cavolo che vuoi tu... mica ci entri perché sei felice?”
4) Non domandare mai a Giro se è contento di uno qualsiasi dei suoi operati. Ti risponderà che è ancora vivo.
5) Non domandare mai a Giro se hai mai desiderato scrivere un best-seller. Ti inizierà a parlare di mercato e concluderà dicendo che in quanto povero non ha bisogno di nulla.
6) Non domandare mai a Giro cosa ne pensa delle parti e dei partiti. Ti risponderà che l’unica parte che lui conosce è il “tutto”.
7) Non domandare mai a Giro cosa ne pensa di Dio e dei massimi sistemi dell’universo. Ti risponderà che per rispetto e vocazione non sputtana mai gli Amici.
8) Non domandare mai a Giro cosa ne pensa della maggioranza. Ti risponderà che il problema è la minoranza.
9) Non domandare mai a Giro se fa o ha fatto parte della maggioranza. Ti risponderà che non ama la pornografia.
10) Non domandare mai a Giro se ha paura della morte. Ti risponderà citando una canzone e dicendo “ mica viviamo da malati per morire sani” e sorriderà pensando alla sua tabaccaia di fiducia che ora ha aperto un tabacchi al mare.

Nota ( e questa è una chicca): Non domandare mai a Giro cosa preferisce tra Siena e Milano. Ti risponderà che lui ama Tokyo e le sue ondulazioni sismiche che ti accendono l’anima senza farti capire felicemente una mazza.
E... tu, che meravigliato l’ascolti, ti riscopri interessato perfino alla storiella di Tokyo e, in quel preciso momento, capisci che il giovane Girolamo ha un dono.
Sì, lui ti ha guardato in faccia senza aver mai visto il tuo viso.

                                                                                Zaìro Ferrante
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Nota. Come Tutti voi ben sapete, in calce di un testo del genere, si è tenuti a dire che colui che firma si assume la responsabilità delle parole scritte. Ma Tutti voi, d'altra parte, conoscete quel fondamentale principio dell'Ebraismo che, in epoca recente, il grande pensatore Emmanuel Lévinas ci rilancia: "Io sono sempre e comunque responsabile dell'Altro, anche se l'Altro è il mio torturatore, poiché anche il mio torturatore è il mio Altro". (E. Lévinas, Etica e Infinito.)