sabato 14 novembre 2015

LETTERA AD UN ADOLESCENTE, AD UNA ADOLESCENTE

Lettera ad un Adolescente, 
ad una Adolescente.

A te, ai tuoi 16 anni…
...che non sono un’età ma la tua età. Sì, l’età della svolta sociale, e dovrai farci i conti. 
Per esempio, dovrai cominciare a pensare di scegliere…qualcosa. 
Per esempio che fare a 18 anni. 
Per esempio che cosa ti piacerebbe fare “nella vita”. 
Per esempio se andare all’Università o no. E se sì, quale Facoltà.
E se continuerai a darti del Tu invece che del Noi o del Voi o del Loro, e ascoltare più il tuo Corpo che la tua Mente, farai meno cazzate contro te stesso o te stessa, cioè ti danneggerai di meno.
Ti faccio un esempio del Te sociale. 
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Anche se sei molto giovane sai quello che sto per dirti: ti è già capitato, per la strada o a scuola o nello sport o nelle relazioni sociali e affettive della tua vita famigliare, di “dover” stringere la mano o sorridere a qualcuno della sfumatissima graduatoria dei “pezzi di merda”. 
Ebbene, se ti ascolti e ti dai del Tu, sai che il tuo sorriso, il tuo ossequio, la tua stretta di mano, non era il tuo Corpo a deciderli, ma la tua Mente, il piccolo sopravvalutato organo della convenienza, dell’utilità, del sopravvivere nel Mondo; e che – se tu avessi ascoltato il tuo Corpo – non avresti sorriso né stretto quella mano: avresti girato al largo. 
Invece, quei rapporti sociali convenienti li hai dovuti subire, intrattenere magari per anni: e nessuno sa meglio di te che il tuo Corpo non si è limitato a darti un brivido, un cenno, un segno… ma si è ammalato, in qualche modo, in qualche punto, in qualche incomprensibile maniera… magari ti è spuntato un brufolo!
Ehi, non ti sto parlando della “mia esperienza”: niente è più insensato, inutile e demenziale dell'altrui esperienza. Sicché non ti sto dando dei “consigli”, né buoni né pratici. 
Diciamo così: non potendo averti davanti, non potendo guardarti in faccia, non potendo essere “parlato da te” e dalla tua voce e dal tuo corpo presente, sto in qualche modo cercando di “essere te”. E di invitarti ad ascoltare il tuo corpo.
Simulando dunque di essere nel tuo Corpo, ti sto chiedendo quali rapporti, quali pulsioni, quali avventurose sensuali inclinazioni ti stanno portando, guidando, orientando alla scelta, non certo libera ma coatta dai tanti “buoni consigli degli Adulti”, di una… Facoltà Universitaria da intraprendere quando (come dicono “loro”) sarai…maggiorenne.
Pàrlati, ascòltati. Guàrdati le mani, ossèrvati mentre leggi e studi per te, per la tua libidine o curiosità, o nel delirio d’un istante. 
Ascòltati mentre parli con un ragazzo o con una ragazza che ti piace, o con un adulto (raro) che ammiri: voglio dire, ascoltati come dici quello che dici, come ti senti meglio dicendo e ascoltando, come ti piaci e come vuoi piacere. Ascòlta il tuo Linguaggio e il Linguaggio nel quale i tuoi scambi accadono. 
Ascolta i brividi, i rossori. 
Guarda gli occhi dell’Altro. 
Gòditi le tue incertezze e i tuoi dubbi. E non smettere mai di vederti, sentirti, ascoltarti mentre fai lavori, azioni, mestieri, gesti fisici. 
Prova a scegliere tu stesso/tu stessa, il tuo modo di corrispondere al Destino, alle Carte che ti sono state date, per esempio al Piacere del Conoscere senza puntare sempre al Voto, al Risultato, all'Utile, al Mercato...
Allora magari, quando sentirai che il tuo Corpo ti sta sorridendo, allora decidi: làsciati scegliere dalla via che, passando da una Facoltà Universitaria, ti porterà nella tua Vita.
Allora forse non l’avrai presa per il culo la tua Vita, ma avrai scelto uno strumento da mettere al servizio della tua Persona.
Ecco, questo è quel che mi è venuto da dirti. Oggi.
Giro