venerdì 20 novembre 2015

IN DIRETTA DAL MONDO ANTICO - LA VAL D'ORCIA DEL MI' BABBO



In diretta 
dal mondo antico…

…Armando Melis (detto: il mi’ babbo), pur senza mai imparare a dipingere, si dedicò a mentovare (rammemorare) l’immutabilità del rapporto tra l’Ominide, la Natura e la Tecnica, a colpi magicamente maldestri di pennello e destrissimi di vita.
Così, tra le altre memorie, verso la metà degli anni ‘950, fissò su tela l’Uccellagione col Tribolo impaniàto. Caccia crudele quanto altre mai, perdurante in Val d’Orcia ancora in quegli anni fin dalle Origini, cioè da millenni.
S’impaniava un attrezzo di vimine con abbondante vischio, poi lo si drizzava con un lungo bastone e, muniti di una fonte luminosa, s’andava per la campagna e per i boschi all’imbrunire. Gli Uccelli, attratti dalla luce, si precipitavano e rimanevano con le zampe e perfino con tutto il corpo “impaniàti”, insomma incollati all’attrezzo fino a morire. Così l’Ominide mangiava. Era crudele assai, ma almeno non osava chiamare la caccia, impudicamente, sport.

***Com'è come non è, le tele sull'Uccellagione non sono riuscito a trovarle, sicché vi do solo un'idea di quel mondo; poi, quando troverò un "tribolo" da mostrarvi, ve lo mostrerò.