lunedì 26 ottobre 2015

RAGAZZE, RAGAZZI, HO DECISO DI PARLARVI DEL TOTALITARISMO - CE LA FATE A LEGGERE QUESTE PRIME PAROLE?





Il Linguaggio Totalitario.






Sette enunciati.
A. Marx.
Sul manoscritto dell’Ideologia Tedesca (1832),Karl Marx sottolinea queste parole: “Noi riconosciamo una sola Scienza, la Scienza della Storia”. La storiografia marxista, nei due secoli successivi, definì e definisce la Rivoluzione marxista “Rivoluzione Economica”. Nasce così la falsificazione storica: il Marxismo impone la sua Ideologia Politica nel nome della… “libertà economica”.
Si afferma così il Totalitarismo, il cui carattere fondante
è e resterà l’Internazionalismo, ovvero la sua imposizione Universale nel nome della Libertà.

B. Hitler.
Dieci giorni dopo la vittoria elettorale, il 15 marzo dell’anno 1933, Adolf Hitler presiede da Cancelliere una riunione di Gabinetto. Le sue prime parole furono: “Sia chiaro che da ora tutta l’attività popolare andrà orientata sulla Politica: le decisioni economiche devono aspettare”.
È passato un secolo esatto dalla sottolineatura di Karl Marx. La diversa struttura della frase, il diverso contesto e la diversa prospettiva dei due “pronunciamenti” non possono nascondere la singolare identità del Discorso.

C. La Chiesa di Roma.
Siamo qui in presenza di un atto mancato di Linguaggio Totalitario. Ben presto, la Fonte della “Chiesa di Roma” si ideologizza in Cristianesimo, o meglio accetta di venir ideologizzata e può così trasformarsi da Sacra Rivelazione a Religione “universale”. Che è sì il progetto evangelico di Cristo ma – a nemmeno un secolo dalla morte storica del Salvatore – si impone al mondo come Legge Morale, legandosi per sempre al Potere Politico.
Infatti, dopo una infaustamente breve persecuzione, il “Cristianesino” si fa Cattolicesimo e diviene Religione di Stato. Ideologia di Controllo delle masse al Servizio dello Stato sociale, Imperiale o Democratico, poco cambia.
Ma, nonostante la narrazione storiografica di incarnazione del Potere Politico nella persecuzione e soppressione di intere popolazioni “infedeli”… non “al servizio” ma in complicità col Potere Sovrano, mai l’esercizio totalitario si fece Totalitarismo. La “Chiesa di Roma” incarnò – mediante Atti, Patti, Bolle e Concilii – l’Eucumenismo.

D. La Banca Mondiale.
Salvare il Mondo assumendone il comando. Dunque togliendo ogni ingerenza, ogni autonomia locale, ogni libera scelta ai Governi delle Nazioni. L’ideologia del “Bene Universale” è un atto Politico, travestito e narrato come Razionalità Economica. Dunque il contrario della “Amministrazione della Casa” che Senofonte pone alla base della Libertà Democratica e che per brevi secoli, ha retto (in mezzo a scossoni e contrasti pur disastrosi) i rapporti tra i Popoli nel nome del Prendersi cura della propria casa.
La Banca Mondiale è la forse definitiva soppressione d’ogni traccia di “Economicon”, di Amministrazione della Casa.
Non ci lasceremo tentare dalla filologia storiografica che tanto appassiona gli Intellettuali e perfino i volontari della “verità storica” che non si arrendono.
Poco importa se i primi segni del Potere Definitivo sorgono negli Anni ‘930 e si perfezionano e precisano dai primi anni ‘950 agli anni ‘970.
La Banca Mondiale diventa Progetto Totalitario alla fine del secolo XX, tra il 1991 e il 1992. E mette a punto le sue Strategie, confluite in brevissimo tempo in Una Strategia: il Bene dell’Umanità, la sua Salvezza.
E.
No Karl Marx, no Adolf Hitler. No un copia-incolla di segni, significati e simboli delle Tre Ideologie Religiose del Pianeta: l’Ebraismo, il Cristianesimo, l’Islam. Forse sì ad un velato approvvigionamento dei loro tre caratteri residuali: il Sionismo, l’Ecumenismo, l’Assolutismo.
Ma le Ere degli –ismi sono tramontate.
Scienza e Storia non sono più termini dialettici.
Economia non distingue più alcuna gestione particolare.
Progetto&Strategia della Banca Mondiale è il Bene.
E il Bene designa chiunque vi si opponga o frapponga con una Parola: il Male.
F.
Che cosa sta accadendo? Cioè: che cosa – se guardiamo intorno a noi con lo sguardo del voler vedere – vediamo? Come si manifesta quella X che abbiamo chiamato “Linguaggio Totalitaio”? Ma, se tutto è nascosto, impedito, mascherato dall’Ordine Sovrano che ha azzerato ogni Istituzione Storica, dalla Governalità all’Economia alla Giustizia, all’Informazione.. ciò che possiamo “vedere” non è irrevocabilemte ciò che ci viene permesso di vedere?
Vedere si può.
Se non si cerca nei luoghi e nelle direzioni che ci vengono additati ogni istante del giorno, se dunque ci si dispone “all’aperto”, nel lichtung, nella radura del Linguaggio, le Cose ci si manifesteranno. E se noi non le vorremo “capire”, cioè farcene càpere (prendere, catturare), ma semplicemente ci disporremo all’ascolto, al rumore, al suono, all’assaggio… e ci disporremo nel divenire, nel percepire, nel diventare Linguaggio… chissà? Una Lucertolina vede l’Elefante ma non lo teme, sia perché può nascondersi, sia perché l’Elefante la ritiene irrilevante…
G.
Italia 2011. Nel discorso quotidiano dell’Informazione è entrata una frase che, a velocità e in ripetizione vertiginosa, è diventata la Legge:
“Ce lo chiede l’Europa”.
Sappiamo chi l’ha introdotta, chi l’ha promossa, chi l’ha istituita. E sappiamo anche chi l’ha derisa, confutata, e perfino fatto finta di combatterla. Dunque non è niente di tutto ciò che il nostro sguardo deve registrare, analizzare, vivisezionare politicamente, ideologicamente, ermeneuticamente. Né considerare “cavallo di Troia” questo o quel sicarietto che se ne fece portatore.
A noi tocca il responsabile (seppur doloroso) piacere di vedere, sentire, che cosa vuol dire “Ce lo chiede l’Europa”.

Proviamo così:
1. Non è vero.
2. L’Europa non esiste, dunque non può chiederci niente.
3. Nessuno ci chiede niente, poiché “noi” non esistiamo più né come Italia né come Italiani. Infatti siamo stati dichiarati colpevoli di un incommensurabile insolvibile Debito di Migliaia di Miliardi di Euro verso… l’Europa?
4. No, poiché l’Europa non esiste. Infatti, in una città del Belgio (Bruxelles) è stato impiantato un Centro Amministrativo che ha vari Nomi e Funzioni ma non è e non può chiamarsi Europa.
5. Sì ma, questo spaventoso incommensurabile insolvibile Debito l’abbiamo pur fatto ai danni di qualcuno, no?
6. No, siamo stati dichiarati Debitori, affinché restassimo sotto il comando di chi si è dichiarato Creditore.
7. Però, se ci viene detto, dal 2011, che “Ce lo chiede l’Europa” l’Europa ci deve essere, magari con un altro nome ma c’è.
8. No, l’Europa non c’è, “Noi” non ci siamo, e noi non siamo debitori.
9. Allora vuol dire che siamo nelle mani di un Governo Italiano mafioso che ci impone così il suo Potere, addirittura vietando al “Popolo” di esprimersi con Libere Elezioni”?
10. No, perché il Governo Italiano non ha alcun potere. Così come non hanno alcun Potere gli Italiani, ovunque essi esercitino funzioni, sia in Italia sia altrove.
11. Questo però non è vero. A guidare il più potente organismo finanziario d’Europa è stato eletto un Italiano di grande prestigio internazionale, Mario Draghi. Dunque Mario Draghi ha gli strumenti per aiutare l’Italia e gli italiani a far fronte, a liberarsi, a non essere schiacciati dallo spaventoso Debito?
12. No, Mario Draghi non ha alcun Potere. È lì perché utile. Sì, è anche un banchiere capace, ma questo conta poco: è utile perché, essendo Italiano, è facilitato nel dare una mano a ridurre sempre più in schiavitù l’Italia e gli Italiani, perché potrebbero montarsi la testa essendo un Paese e un popolo ricchi, produttori di ricchezza, potenzialmente Liberi. Ma – quel che più conta – Mario Draghi, insieme ad altri “ItalianI” più o meno in vista, sono fidàti.
13. “Fidàti”? Sì, i Padroni si fidano di lui, della Lagarde e dei loro rispettivi sottopancia.
14. Dunque, dalle loro postazioni, questi due “Fidàti” impongono ai Governi (tra i quali il Governo Italiano)… favori speciali in forma di Fondi, Crediti aggiunti, Dilazioni, Finanziamenti, Elasticità etc. Cioè viene donata ai nostri Popoli una progressiva stretta del cappio che li renderà per sempre prigionieri del Debito, servi della Banca Mondiale, poveri.
…………………………………..
Chi vuole continuare?
Girolamo Melis