sabato 24 ottobre 2015

Girolamo Melis - "SELFIE - UNACOMMEDIAUMANA" - CHI E' DIO.




Dio è morto e non fa niente per darti
un segno di vita.
Tu non l’hai ammazzato, sei innocente,
eppure non solo non sai con chi incazzarti,
ma incominci ad avere il sospetto che prendersela
con qualcuno non ti fa bene,
non rende più tollerabile la tua vita,
la tua solitudine. ...

... Ti senti allo sbando.
E, più sei allo sbando, più ti circondano,
ti si avvicinano Persone e Parole
che ti vogliono tenere allegro, che vogliono farti sorridere. Perché tu devi essere simpatico.

Entrano i Comici! Gli Umoristi! I Satirici!
Quelli che “gliele cantano giuste, al mondo di merda!”
Quelli che “sono dalla tua parte”.
Quelli che, ogni volta ti si avvicina uno che fa sul serio,
lo prendono per il culo e dicono “eh la Madonna!
Se non ci si può nemmeno divertire?!”
Ora cercherò di dirti quanto sono mascalzoni i “comici”.
(Però promettimi di capire che non sto dicendo
che è mascalzone l’umorismo e che è colpevole la comicità:
criminali e nemici tuoi i lestofanti
che usano l’umorismo e la comicità per corromperti.
Ti prometto che ne parlerò più chiaramente dopo.).
E ancora dopo, cercherò di dirti quanto sono mascalzoni
i Padroni della Musica, nessuno escluso.

Che cosa fanno, contro di te, i Comici?
Non parlo dei Comici che “massaggiano il cervello”,
che usano l’intelligenza e ti costringono a usare l’intelligenza, che hanno idee clamorose
e ti prendono allo stomaco e ti fanno piangere dal ridere.
E non parlo dei Comici che si esprimono, più che con le parole, col corpo, con la faccia,
e ti fanno immaginare senza dire.
I Comici che ti fanno male sono quelli che ti considerano
un “target”, cioè il bersaglio giusto.
E spandono melma e veleni
sulle Persone, sui Ruoli, sulle Funzioni e
sui Simboli sui quali tu vorresti “sparare”.
Loro lo fanno al posto tuo e tu ridi.
I Genitori, la Maestra, i Prof, insomma i Deboli.
I Comici li prendono per il culo,
ne fanno caricature, li ridicolizzano.

E tu ridi. In certi casi fai di più: applaudi.
Cioè ti comporti da gregge che applaude
quando e dove si “deve applaudire”.
Ti prepari così a diventare Genitore, Maestra, Prof,
cretino e sorridente.
Morale e moralista. Perbene.

Ma qui non mi occupo dei Comici,
Mi occupo di te. Tu, ci arrivi a capire che,
anche se Genitori, Maestra, Prof eccetera hanno pochi meriti, prenderli per il culo e ridicolizzarli è gratis ?
Più o meno come prendere per il culo i Politici?
Nessun Comico rischia niente a prendere per il culo i Politici, perché loro, anche se hanno un po’ di potere,
di fatto sono impotenti, perché gli conviene di più subire, tacere e fingere di “divertirsi”.
Tanto non ci rimettono niente.
E se invece di tacere si ribellano,
i Comici passano per Eroi e Vittime
della Libertà negata.
E i Genitori, la Maestra, i Prof, cosa possono fare
se non “riderci su” come fai tu?
I Comici sono Portatori di infezione, perché
sono quasi sempre d’accordo con te.
E non sanno che tu non ne puoi più
di “essere d’accordo con te stesso”.
E non hai bisogno che qualcuno spari
su chi è già colpito e sta a terra.

Ma tu sei sicuro di pensarla come ho scritto io?
O invece stai pensando che era ora che
“qualcuno spernacchiasse come si deve quegli stronzi dei Genitori, della Maestra, dei prof”? Poveretto.

Anche la Musica è contro di te.
Ma di questo scriverò dopo.
Ora, per restare vicino al discorso dei Comici,
ti devo parlare di una bella canzone
di un bel po’ di anni fa.
Bella perché ispirata, poetica, direi commovente.
La canzone è Mi chiamo Francesco , scritta e cantata da Francesco Tricarico.
E che tutti ricordano e chiamano ancora
per il verso “Puttana la Maestra”.
Riesci a distinguere una canzone “poetica”
da una palata di merda lanciata contro le “maestre”?
“Puttana la Maestra” potrebbe averlo scritto Ovidio
in una sua Invettiva, o Dante nella Divina Commedia
o Leopardi in All’Italia.
E’ un’invettiva,
una maledizione, un grido di dolore.
Sorge dal cuore ferito del Povero
e non sputtana niente e nessuno: si
trasforma in un messaggio di vita.

Ti ho promesso di scrivere quanto sono mascalzoni
i Padroni della Musica, nessuno escluso.
Devo rinviare, perché sento che hai bisogno di riposarti.
La verità è che tu stai perdendo il filo.
E il filo è che Dio è morto, che non sei stato tu,
ma che essere innocente non basta, anzi, è pochissimo.

Dio è morto. Lo sto scrivendo e continuerò a scriverlo
come se fosse uno slogan. Non ho altra scelta, per ora.
Ma ti deve entrare in testa.
Entrare in testa non vuol dire “capire”. Vuol dire “sentire”, invaderti dappertutto, farti venire Vera Paura.
Paura di qualcosa incomprensibile, incurabile. Paura di qualcosa che non potrà mai venire accettato come Normalità.

Dio è morto. E’ accaduto. Ma non è Normale.
Non ascoltare nessuno che ti dice Normale = Bene.
Allora, come si va avanti? Scelgo di andare avanti
scrivendo e descrivendo in modo quasi ossessivo
che cosa significa il fatto che Dio è morto.

E cercherò di farlo in modo da spazzare via le tonnellate di immondizia che gli Adulti (cioè la Storia)
ti hanno propinato e contrabbandato come surrogato di Dio.
Dio non è la Bontà.
Dio non è dire “ti voglio bene”.
Dio non è dire “ti amo”.
Dio non è “comportarsi bene”.
Dio non è aiutare una vecchia a traversare la strada.
Dio non è la buona educazione.
Dio non è fare l’elemosina.
Dio non è invitare a cena un barbone.
Dio non è fare un pacco gastronomico per i poveri.
Dio non è andare a trovare i nonni tutti i mesi.
Dio non è curare un animale ferito.
Dio non è assistere gli ammalati.
Dio non è dedicare tempo a un amico handicappato.
Dio non è essere poveri e aiutare un altro povero.
Dio non è dare un lavoro a una persona di brutto aspetto.
Dio non è prendere le difese di una persona aggredita.
Dio non è dedicare la vita ad un malato incurabile.Dio non è stare dalla parte di un perdente. Dio non è perdere l’onore per salvare l’onore di un altro.
Dio non è amare.
Dio non è amare chi ti fa del male.
Dio non è perdonare.
Dio non è soffrire tacendo.
Dio non è dare la propria immensa ricchezza agli altri.
Dio non è dedicare la propria intelligenza al bene.
Dio non è costruire ospedali e scuole in Africa.
Dio non è dare il buon esempio.
Dio non è donare gli organi.
Dio non è educare al bene tutta la Famiglia.
Dio non è fare un’offerta in diretta televisiva.
Dio non è il Volontariato.
Dio non è spalare la melma davanti alle telecamere.
Dio non è Radio Deejay.
Dio non è Albertino.
Dio non è il crack..
Dio non è la Gialappa’s.
Dio non è MTV.
Dio non è VideoMusic.
Dio non è Vasco Rossi.
Dio non è la Curva Nord.
Dio non è Eminem.
Dio non è una compilation.
Dio non è una cover.
Dio non è una discoteca.
Dio non è Francesco Totti.
Dio non è Valentino Rossi.
Dio non è un blog.
Dio non è Michelle Hunziker.
Dio non è Elisabetta Canalis.
Dio non è una Velina.
Dio non è il DVD.
Dio non è una WebCam.
Dio non è WAP.
Dio non è un Sito.
Dio non è un Gestore Telefonico.
Dio non è Esther Canadas.
Dio non è Adriano.
Dio non è Andrij Shevchenko.
Dio non è il Napster.
Dio non è Jack Frusciante.
Dio non è Paola e Chiara.
Dio non è il PIM.
Dio non è SMS.
Dio non è un Milione di Dollari.
Dio non è il Superenalotto.
Dio non è la Costa Smeralda.
Dio non è il Giubileo.
Dio non è Tor Vergata.
Dio non è un abbraccio del Papa.
Dio non è l’Ipermercato.
Dio non è Blockbuster.
Dio non è l’Ecologismo.
Dio non è distruggere McDonald’s.
Dio non è la Democrazia.
Dio non è la Giustizia.
Dio non è la Libertà.
Dio non è la parola.
Dio non è il silenzio.
Dio non è Lourdes.
Dio non è la Benedizione Urbi et Orbi.
Dio non è la Mecca.
Dio non è la Sinagoga.
Dio non è la Contemplazione.
Dio non è la Clausura.
Dio non è la Penitenza.
Dio non è Dolce e Gabbana.
Dio non è Giorgio Armani.
Dio non è un cashemire Loro Piana.
Dio non è una borsa di Fendi.
Dio non è Sergio Rossi.
Dio non è Sony.
Dio non è la Ferrari.
Dio non è il seno rifatto.
Dio non è la psicanalisi.
Dio non è Padre Pio.
Dio non è l’Oroscopo.
Dio non è Vincere.
Dio non è Eva Herzigova.
Dio non è la vacanza a Bali.
Dio non è un matrimonio felice.
Dio non è l’amore dei figli.
Dio non è venire riconosciuti per la strada.
Dio non è venire invitati in barca
da Briatore.
Dio non è essere figlio di Agnelli.
Dio non è il pompino di una dipendente.
Dio non è comprare da Bulgari.
Dio non è avere il potere di un Giudice.
Dio non è Riccardo Muti.
Dio non è un rapper.
Dio non è uno Sponsor.
Dio non è la Philip Morris.
Dio non è il lifting di Valentino.
Dio non è Roberto Cavalli.
Dio non è una chitarra elettrica.
Dio non è un giro di Do.
Dio non è un trapianto di mano.
Dio non è un rigetto.
Dio non è una biotecnologia.
Dio non è Julia Roberts.
Dio non è RadioCapital.
Dio non è Striscia la notizia.
Dio non è Paolo Maldini.
Dio non è il Vangelo.
Dio non è una canna.
Dio non è uno scanner.
Dio non è la ruota della fortuna.
Dio non è una laurea alla Colombia.
Dio non è una bottiglia di Birra.
Dio non è un WebMaster.
Dio non è un Grammy Award.
Dio non è un Premio Nobel.
Dio non è Fiorello.
Dio non è esperto di niente.
Dio non è riconoscente.
Dio non è vanitoso.
Dio non ha le tette.
Dio non ha un bel culo.
Dio non è simpatico.
Dio non ti vede nemmeno.
Dio non ha bisogno di te.
Dio non è affidabile.
Dio non è simile a niente.
Dio non è Niente, perché…
Dio è morto, non l’hai ammazzato tu e nemmeno i tuoi genitori, ma se continui a fregartene come hai fatto durante la tua seppur breve vita, non solo diventi complice di miliardi di assassini, ma ti accorgerai molto presto che la Paura che ti soffoca è destinata a soffocarti sempre di più.
*
Una cosa è sicura: l’elenco delle cose indicate qui sopra come “Dio non è…”,
è un piccolissimo elenco.
Tu puoi fare un tuo elenco personale anche più lungo.
Basterebbe che tu scrivessi su un pezzo di carta o sul tuo PC
tutte le stronzate che ogni giorno chiedi e ottieni dai tuoi cari genitori terrorizzati, di quelle che chiedi e non ottieni
accumulando il disprezzo verso di loro,
e di tutte quelle che “desideri follemente”
e che sono “tutta la tua vita”. ...

... Ma c’è una cosa che tu desideri “più di ogni altra al mondo”.
C’è una cosa senza la quale “non si può vivere”.
Una cosa che non ti lascia mai
e che ti offre ogni giorno un oggetto da sognare e consumare.
E’ la scoria più grossa e sostanziosa che tu ingoi
con la massima libidine e soddisfazione,
e che ti fa sentire “tanto libero”:
la MUSICAAA!!!

Sei così scemo che sei convinto di desiderarla.
Sei così scemo che sei convinto
che il o la popsinger o il “gruppo” di oggi
(e che ieri non conoscevi) sia il massimo.
E poi, che il o la popsinger o il “gruppo” di domani sia il massimo.
E poi…
Sei così scemo che non ti sei ancora accorto
che un’industria di Milioni di Miliardi continua a scaricarti nel culo,
con una pala gigantesca, migliaia di palate di merda
perché una cosa è sicura: tu sei la loro discarica di immondizia.

Tu sei SIMPATICO.
Tu AMI LA MUSICA.
Tu NON SMETTERAI MAI di MANGIARE
E VOMITARE
tutto quello che loro
FICCHERANNO DENTRO TE.

Naturalmente un’industria mondiale
di Milioni di Miliardi può trovare e inventare e mantenere migliaia
di musicisti e cantanti, molti dei quali anche molto molto bravi.
Le Radio, le TV, le macchine dei Concerti,
cucinano il tutto per te.
Ma la questione – ce la farai a capire? – non è economica.
Tanto i soldi vanno spesi, gli adulti
li scuciono volentieri
– PER IL LORO SIMPATICO BAMBINO – anche quando sono disoccupati.

La questione non è nemmeno “morale”
o “moralistica”.
La questione è che tutta questa merda
che ti cacciano dentro e che tu accogli allargando i buchi del corpo,
PASSA TUTTA ATTRAVERSO IL TUO CERVELLO.
Sei fantastico, con le tue cuffiette e cazzilli che
ti fottono gli orecchi.
Sei così “gggiovane”!
Sei proprio come ti vogliono loro,
tutti loro, compresi i tuoi cari genitori:
UN GIOVANE!
Beati loro, i “giovani”! Dicono così.
Se non si divertono ora, quando potranno farlo?! Finché potranno non avere i “pensieri”…Che si godano la vita!

Hai capito bene, scemo?
Per gli adulti “avere i pensieri” non è un “dono di Dio”.
E’ una condanna:
perché per loro la parola “pensieri” equivale a “preoccupazioni”.

Infatti Dio è morto.
Lo hanno ammazzato. E lo ammazzano ogni volta che quando parlano di te
ti offendono DUE VOLTE.
PRIMA OFFESA: Ti dicono che non hai “pensieri”,
dunque sei uno scemo che non pensa
e che tutto quello che pensa sono cagate.
SECONDA OFFESA: Ti dicono che non hai nemmeno
le “preoccupazioni”: sono solo loro ad averle.
Tu sei uno scemo, felice e contento.
Non sanno niente di te.
E tu non sai niente di loro
A loro non frega niente di te.
E a te non frega niente di loro.
Se loro leggessero la frase
“a loro non frega niente di te”
si metterebbero a strillare come ossessi.
Direbbero, come dicono, che tu
“sei la loro vita”, che sei “la cosa che amano di più al mondo”,
che tutto quello che fanno “lo fanno per te”,
che “per te fanno ogni sacrificio”!
Bugia. (Ti aspettavi che scrivessi “palle”, ma devo deluderti,
perché nelle ultime righe ho usato troppe parole volgari,
e non voglio diventarti troppo “simpatico”.)
Bugia. A loro non frega niente di te. Hanno solo paura di avere dei “problemi”.
Hanno paura che tu faccia danni.
Che tu li sputtani, che rovini la loro reputazione.
Certo: alla tua mamma e al tuo babbo dispiace se tu ti ammali, e non mentono.
Ma non possono fare a meno di considerare anche la tua malattia
una grande rottura di coglioni per loro
e il loro tran tran.

Del resto, tu non sei da meno.
Verso di loro sai essere anche più carogna. 
Più innocente ma più carogna.
Dunque, eccoti lì: sei un bel Giovane,
più o meno Figa o Figo, la Musica
(che è tutta la tua vita) ti occupa tutto, dal cervello al buco del culo,
con la tua bella
cuffietta e il tuo cellularino, coi tuoi vestitini e la tua capigliaturina,
le tue scarpotte, magari il tuo bel motorino. Sei proprio carino.

Ti ricordi quando ho scritto dei Comici, come tuoi nemici?
Ecco: hai mai visto o sentito un Comico,
in una vignetta, in un fumetto, alla radio
o alla TV, pigliarti per il culo?
Conosci un Comico che fa la satira su di te? Sui mitici “gggiovani”?
Perché no?
Perché pigliano per il culo perfino i Politici Potenti e i Potenti Politici,
a volte anche in modo feroce e offensivo,
e non lo fanno mai con te e contro di te?
Perché tu sei
IL MERCATO PRINCIPALE:
tu, moltiplicato milioni di
ggggiovani (solo in Italia),
sei il più grosso esofago che c’è. Tradotto:
la più grossa e sicura massa di Consumatori.

I Potenti sono d’accordo. Per loro,
Dio è morto e putrefatto da più tempo.
Della loro dignità, non gliene frega niente
Ma guai, per i loro affari e per la loro prosperità e per la loro Sedia,
se i ggggiovani s’incazzano.
Guai se i ggggiovani smettono di consumare qualcosa:
se la “cosa” non è più ggggiovane, anzi diventa “vecchia”, 
è la rovina… perché se i ggggiovani dichiarano “vecchia” una qualsiasi cosa,
questa non viene più comprata nemmeno dagli adulti, dai cari genitori.

Dio è morto.
Se Dio fosse vivo, non permetterebbe
al gregge di quei milioni di quarantenni
di definirsi anche loro “ragazzi”.
Fai un piccolo sforzo e pensa.
Ti sei accorto che ora tutti si definiscono “ragazzi”?
Non te ne frega niente?
Invece te ne dovrebbe fregare molto.
Perché se tutti questi “ragazzi mai cresciuti” verranno dichiarati ufficialmente Ragazzi (diciamo, fino a Cinquant’anni), per te sono guai.
Perché se c’è una categoria peggiore
di quella dei Genitori Stupidi e Deboli,
è quella degli Adulti che rimangono
Figli a vita.
Magari mettono al mondo dei veri Figli, ma loro restano sempre Figli col succhiotto in bocca.
Si leccano, si attillano, si liftano, si massaggiano.
Vogliono essere carini, perché hanno costruito un mondo (il mitico Mondo del Lavoro) 
che scarta i brutti, i vecchi, gli sfigati.
L’hanno fatto loro e se ne lamentano.
La faranno pagare a te.
La stai già pagando? Complimenti:
te ne sei accorto.

Questa storia del Mondo del Lavoro, finalmente, ti interessa?
Perché tu – lo stai dicendo, vero? - non ti senti uno “scemo” .
Tu non c’entri con la categoria dei gggiovani col culo spalancato a ricevere la musicaaa dal cervello cuffiato.
Tu studi! Tu hai un “buon profitto scolastico”. Tu sei un ragazzo serio e ti prepari a …entrare nel Mondo del Lavoro.
Tu sei ancora più conciato. Oltre a essere scemo, credi di essere furbo. Privilegiato.
Tu sei un Ragazzo Perbene,
in carriera per diventare una Persona Perbene passando per una Università e una Facoltà Perbene.
Con i tuoi Adulti c’è una specie di patto.
Il disprezzo è sottile e l’orgoglio è materiale. 
Su di te si progetta, a scelta:
- che tu divenga come Papà,
- che tu divenga quello che Papà
non ha potuto diventare.

Tu non sei d’accordo su niente,
ma ti fa tutto comodo.
Alla fine, sarà tutta questione di soldi,
di Posizione.
Lo sai che cosa ti aspetta?
Se ti contenti,
prenderai da Papà clamorose distanze:
comprerai abiti di Marche diverse,
auto di Marche diverse.
La distanza più interiore sarà
una distanza nell’ intimo.
Slip invece di boxer, o boxer invece
di slip. Forse coulottes?
Ti stai preparando a Dirigere.
Forse sei Creativo, e allora ti stai preparando a Dirigere il gusto, lo stile.
Comunque ti stai preparando concretamente, cioè sul serio, per
ottenere i mitici Risultati.

Dio è morto.
Le chiacchiere non servono.
Leggi molto: naturalmente
solo ciò che serve.
Non perdi tempo con la Gazzetta dello Sport e con il Latino.
Certo, la filosofia ti interessa molto.
Impari i Nomi e gli slogan dei filosofi: naturalmente i “filosofi” Vincenti.
Quanto basta per imparare a farti
ascoltare senza venire interrotto da qualcuno che per caso sa o pensa.
Non hai un pensiero a pagarlo.
Non c’è bisogno di pensare,
ma solo di imparare, imitare e mettere uno vicino all’altro i pensieri che circolano.
Sei disperato.
Ma serve a qualcosa, continuare?
Ha senso, parlare di ciò che
ti hanno abituato a chiamare Amore?
Toccarti in quello che fa tanto
godere gli Adulti:
il tuo vivere “in Gruppo”?
La tragedia in diretta permanente
dei tuoi cosiddetti “rapporti”?
La magnifica sessualità che vivi
e che non sai neanche che cos’è,
visto che la confondi con
una scopatina?
Ricordarti le frasi che dici
per testimoniare il tuo “grandeAmore”?
“Sei tutta la mia vita”
“Ho bisogno di te. Senza te non vivo.”
E l’Altro o l’Altra?
Cosa dovrebbe dire? Forse:
“Non faccio un buon affare…
Se tutta la tua vita sono io, tu chi sei?”
Se tu sei una Merda,
l’Altra o l’Altro chi è?…Dio?

Dio è morto.
Ma se per caso – si fa per dire –
Dio non fosse morto e, invece,
fosse Tutto?
Potresti provare con l’Impegno?
Il paradisiaco “Impegno Sociale”?
La Politica?
Farai “politica”, da Adulto?
Dedicherai la tua Vita agli Altri?
Vuoi che te ne parli?
No, vero?
Eppure, di qualcosa dovrò parlarti.
Di qualcosa dovrai parlarti.
“Dio è morto” non è un
programma televisivo e non cede
il posto ad un’altra trasmissione.
Non ci sono fasce orarie,
non ci sono target che si alternano.
Tu sei sempre lì, qui,
inchiodato davanti alla
MORTE DI DIO.

Puoi cavarti gli occhi, come Edipo,
per “non vedere più ciò che desideri
e per vedere per sempre ciò che
non vorresti vedere più”!

Ora (o forse non ancora
ma non passerà molto tempo)
non ti basterà più girare gli occhi
da un’altra parte.
Non ti basterà più farti
esplodere il corpo sotto i bombardamenti della musica.
Non ti basterà più
battere il Reddito di tuo padre.
Chiederai all’immaginazione
l’alternativa a cavarti gli occhi
o a cavarli a chi ti guarda.
Sparerai al Telegiornale
che ti propone “l’eccezionalità”,
la “mostruosità” di quella
strage famigliare.
Vorrai picchiare e accecare
i Servi del Nulla (i Sociologi,
le Psicologhe, i NonVedenti della
Cronaca e della Storia)
che parlano del “disagio giovanile”,
della “crisi dei Valori”.
Perché (è chiaro?)
una canna per dimenticare
è poco.
E altre droghe più risolutive
sono poco.
E schiantarsi in macchina
è poco.
Ora le cose stanno così:
DIO E’ MORTO.
IL RISULTATO E’ LA NORMALITA’.
E I TUOI ADULTI,
TUTTI GLI ADULTI,
NEI MOMENTI IN CUI FINGONO
DI OCCUPARSI DI TE,
TI INSEGNANO IL BELLO,
IL VALORE DELLA NORMALITA’.

Chiudi gli occhi, ti prego,
e guardati dentro.
Non dire che non sei capace
di Vedere.
Ascòltati.
Mettiti a piangere
lontano dalle Telecamere.
Non permettere agli Adulti
di avvicinarsi a te.
Non permettergli di volerti
GUARIRE.
Per “GUARIRE”,
loro, poveri loro, intendono
ristabilire l’Ordine della Normalità.
Smettila anche di attaccarli:
non puoi farci niente.
Loro hanno accettato da una “vita”
il fatto che Dio è Morto.
Ci flirtano
ogni istante del giorno e della notte.
Sono disperati come te,
ma tu, a differenza di loro,
non puoi accettare più
di convivere col Dio Morto.
Pàrlati.
Anche se non hai niente da dirti:
pàrlati.
Anche se
nessuno dentro di te
ti risponde.
Ammàlati
di impossibilità.
Stai e resta in compagnia
dell’assenza di risultati.
Non ti sto invitando a
ritirarti dal Mondo.
Di entrare nell'iPod.
Non ti sto propagandando
merci cattive, avariate, quali
“sette d’altre religioni”, o giochetti
alla moda quali la “serenità”
delle mitiche “religioni orientali”…

Stai in compagnia di te stesso
senza scappare da niente e da nessuno.
Fìdati della luce della notte.
Stai in compagnia della Paura.
Non voler “guarire”
dalla tua a-normalità.
Se ce la fai, cerca di sembrare “normale”,
sarà un bel vantaggio:
perché così non ti romperanno
i coglioni.
Se non ce la fai,
chiudi gli occhi, qualche volta,
anche in pieno giorno.
Con gli occhi chiusi
(ma spalancati dentro te stesso)
guarda i bambini piccoli.
Li vedi?
sono com’eri tu fino a
pochissimo tempo fa.
Sono innocenti?
Certo, ma non vedi che già
ti appaiono “clonati”?
Li vedi, i bambini di tre-quattro anni,
che già sono degli “ometti”,
delle “donnine”?
Li vedi, che già sono modellini
dei modellini dei modellini del papà
(papìno), della mamma (mammìna)
e dei Teleomìnidi?

Parla con i bambini piccoli.
Che cosa puoi dirgli?
Non lo so. Provaci tu.
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