martedì 8 settembre 2015

BUONGIORNO A TE, CIECO.

A te, Cieco, 
regalo la parola “Cieco”, affinché tu possa guardare in faccia l’infamia dei burocrati italiani che ti hanno chiamato e chiamano “non vedente”.
E tu dài, picchia forte il tuo bastone sulle loro buro-groppe, sui loro buro-visi senza luce, sulle loro giaccravattine di servi.
Tu, Cieco, ci vedi.
Essi, abbagliati dalle loro limacciose diottrìe, prendono a calci la vita sulla quale sono inciampati.