giovedì 13 agosto 2015

ORA TOCCA A NOI. DA DOVE SI RICOMINCIA?



Ora tocca a noi. 
Da dove si ricomincia?



Quando il colpo di coda dello Stalinismo –  le Mani Insanguinate della Procura di Milano – eliminò i Partiti che impedivano al PCI la presa del potere, e l’Angelo Buono Achille Occhetto – invece di raccoglierne i frutti – fu spazzato via dalla ventata televisiva di Silvio Berlusconi… il sistema dovette decidere di fare i conti col passato.
Il Partito Comunista riprese in mano la Storia scritta dal sacrestano di Stalin, Palmiro Togliatti, e inchiodò il Comunismo sulla Democrazia, la Resistenza sulla Libertà, il Progressismo sulla Solidarietà, la Legge sulla Giustizia.
L’Italia diventò tutta intera Comunista, e dunque Buona: buona la Scuola, buona l’Amministrazione Pubblica, buona la Magistratura, Buona la Cgil della Famiglia Agnelli, buona la Stampa Indipendente, e soprattutto buono il silenzio sul mistero dei finanziamenti all’unico Partito Democratico Italiano.
E rimase un solo ostacolo: Silvio Berlusconi. Oh, non lui – che imperterrito faceva del suo meglio per nuocersi – ma la seduzione di massa che si era totalmente trasferita dal Socialismo Reale al Virtuale Televisivo.
Non era facile spazzar via con un ceffone Silvio Berlusconi. Ceffoni gli arrivavano in piena faccia da ogni parte, alcuni (e non i più lievi) continuava a darseli da solo. I suoi Governi cadevano, ma il Popolo Italiano lo richiamava alla regia televisiva dell’Italia, e lui imperterrito continuava, invece di unire le forze per imparare a governare, a fare casting di attori, guitti, veline, comparse, plauditores, ladruncoli nei camerini.
Vent’anni perduti.
E noi? “Noi” – sarà bene che ce lo diciamo forte e chiaro – potremmo essere qualcosa di molto di più e di più autenticamente Popolo e tuttavia autenticamente Persone – di quanti e di come siano riusciti a mettere insieme gli intellettuali americani del Movimento “Occupy”. Perché Noi siamo per davvero (e non simbolicamente come davanti alla Borsa di NYCity) il 99% della Popolazione.
Noi siamo quelli che non volevano e non vogliono il Comunismo Democratico Sovietico in Italia, che non vogliono essere governati dal Consiglio Superiore della Magistratura e delle sue gang periferiche dette Procure al Servizio del Potere Finanziario... E siamo quelli disperatamente disponibili a continuare a dare la maggioranza dei voti (palesi o di nascosto) a Silvio Berlusconi… e perfino a moltiplicare quei voti fino al reale 99% se finalmente i Soviet commettessero l'errore di sbatterlo davvero in galera...

Oggi dobbiamo smettere di suicidarci.
Oggi siamo alla svolta. La curva non è larga, anzi: non è nemmeno una curva. Siamo con un piede nel baratro. La speranza (non l’Illusione) è di riuscire a voltarsi di scatto. Rimettere i piedi sulla Terra Italia. Sapendo bene che questa nostra Terra è un Deserto.
Ma sta a noi, e solo a noi, piantare una tenda in questo Deserto. Poi altre tende, tante tende. E, uniti in un abbraccio e in una fiducia che unisca Giovani e Vecchi, Uomini e Donne, Deboli e Forti, Sani e Malati, portare ognuno un mattone e unirli col cemento di una reale solidarietà. Così possiamo dar vita ad una Città Nuova. Solo così.
Ora dobbiamo cominciare a fare esempi. A contarci. A darci appuntamenti e compiti. Senza più buffoni ridacchianti, comici miliardari e barzellettari d'oltr'Arno dai quali farci pigliare per il culo.
Dài. Il Futuro è oggi.