domenica 30 agosto 2015

"IO TI HO VISTA. E SO CHE SEI INNOCENTE."







Le Origini 
della fine 
del mondo




A pochi passi dal tuo dormitorio
in posizione sapiente
ti hanno costruito il Paradiso.
Ora non farai colpi di testa
insomma ti muoverai di meno.
Io c’ero all’inaugurazione
ci sono tornato e ti ho vista.
Non eri sola avevi occhi contratti
Avevi brividi di solitudine
Eri accavallata su te stessa
Ti facevano sorridere ammirata.
Ora non hai più ricordi. Non hai più niente.
Guarda tuo marito guarda i tuoi figli
anche i genitori neri tutti vestiti a festa.
Hai resistito a lungo tu col tuo realismno
Tu uccidevi la grande morte spezzandola
in tante piccole morti quotidiane.
Ora fottuta sei.
Ti ho vista. Io c’ero.
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Cinquemila automobili con la vostra Seicento
E musiche e canzoni di Orietta Berti
Il presentatore della TV
Voci neolombarde affogavano
nella pianura e sbattevano carezzevoli
sui cilindri bianchi della fabbrica di Agrate
Si smorzavano sulle lavatrici di Brugherio ammiccanti
Nel magma di Cologno
tacevano rispettosi miliardi di motorini.
Poche balle. Hanno scelto bene. Hanno scelto te.
In nome delle miniere di zolfo
e dei picciotti sparacchianti
in nome del viaggio irreversibile a nord
in nome di uno che fatica e a carico
porta la fame della Sacra Famiglia
Muore uno muoiono tutti
Mangia uno mangiano tutti
Quasi.
Hanno scelto bene. Ti hanno costruito il Paradiso.
Sacchi di pasta giganteschi cinque chili al colpo
Guarda e compra è apposta per te
Confezioni di fragole surgelate
da cinque chili perché prenderne meno?
Oh le belle oh le belle cartelle da scuola
tipo U.S.Army nel VietNam
e pentolame infame e nastri e mangianastri
trentasei marche di slip e reggipetto coordinati
e pesce fresco da La Spezia invasa di nafta e cantieri
e gerani e tronchetti della felicità e dracène
piante senza nome da terrazzo e appartamento
sic anche pasticceria fresca Eni trade mark
profumo caldo Z 113
sapore 48 B tipo forno
doratura 200 Y 15 effetto napalm.
Tu porti il tuo realismo tu mamma da Carosello
dopo secoli di terrore e baci sopra i figli
tu porti il tuo realismo
dentro un carrello enorme
il doppio degli altri supermercati
E le tue mani dai mille afrori
di detersivi e creme fuse nei detersivi
troneggiano spaccate
sulla barra metallica dell’obbedienza.
Hai una spilla regalo del settimanale Gioia
conficcata nel seno kaput
Accanto a te a quattro mani sulla sbarra
la tua suocera ex perfida
umiliata nel sesso
E dentro appollaiati due figli in attesa
di fare il posto ai laundry detergents.
Il padre di tuo marito nato nel silenzio
morente davanti alla tele
tronco inutile con camicia bianca
e cravatta nera
pervaso di autorità istituzionale
ora trascinato all’orgia della servitù
in Paradiso.
Ultimo lui marito
centosessantamilalire
più un casino di assegni famigliari
e di straordinari
e l’orgoglio di interista
e tentativi di sorriso
scopare poco e niente sempre al buio
lui dondola il capo
tra un culetto sporgente
di sedicenne bionda pugliese
e uno scaffale di pneumatici
e stringe il braccio ribelle
del maggiorenne Luca detto ‘O
che ha già confezionato e fumato
più spinelli lui di un figlio di borghesi.
Tutti vestiti a festa. Io c’ero e ti ho vista
donna sbarrata portare al macello
la famiglia che Dio ti ha affidata
mediante i suoi Vicari in terra
Colgate e Procter & Gamble
benedetta da Buitoni e Nestlè
curata per anni da Calimèro
e profumo francese che ti costerebbe
10.000 lire al boccettino
Tu
Che devi essere bella come Lei. Zac.
E avere quello che ha Lei. Zac.
Io c’ero e ti ho vista
urlare per tenere tutti insieme
intorno al carrello tutti uniti a riempire
provviste per la guerra dei sette giorni
correre bestemmiando dietro al più piccino
- ma quale dei cinque è il più piccino? –
come solo una donna che bestemmia
sa bestemmiare con ferita al costato
contro le altre vittime intorno
al rispettivo carrello guida verso la cassa
verso i cotillons premio
ai primi cinquemila clienti.
Poi siete usciti conficcandovi insieme ai prodotti
Nella funebre Seicento agnellina benedetta
incrociando famiglie falciate a piedi
inondate di sacchetti di plastica
contrassegnate
mentre l’asfalto fondeva sotto la vostra via crucis
senza nemmeno la cristiana speranza della morte.
Ben prima che lo facesse Marx
ti hanno fregato ance Dio.
Ora manco più ti è rimasta
manco ai vecchi voglio dire
la memoria mitologica del villaggio
che era sempre il più bel villaggio
e manco più un pochino di odio
ti è rimasto attaccato alle mani.
E anche se fosse
tienilo lontano dal Paradiso.
Tu non solo tornerai ma già
con quel po’ di Italiano che ti hanno voluto insegnare
per tenerti sotto
tu scrivi una lettera laggiù
e racconti di questa meraviglia
e forse altri verranno dal villaggio
a fare vacanza d’estate qui al nord
né campagna né Milano. Paradiso.
E tu scrivi che qui non manca niente
Anche i vecchi si sono ambientati
Sì siamo tutti uniti
E i figli grandi?
Si sa nel mondo non c’è più rispetto
Eh ognuno porta la sua croce
nemmeno al padre parlano.
Ma per il resto tiriamo avanti.
Bene bene abbastanza bene.
La casa stiamo finendo di pagarla.
Tanto spazio non c’è ma quando i vecchi moriranno
Verrà buona una stanza.
Quante volte ci andiamo al Carrefour?
Eh anche due volte a settimana
È così comodo c’è anche un ristorante selfservis
E tutti i casini di Milano?
Niente niente basta starne fuori
Non ci occupiamo di politica noi.

Io ti ho vista. E so che sei innocente.

Milano, 1972