giovedì 13 agosto 2015

A CHI PARLO? PARLO A TE, CHE – NEL TUO RUOLO – PUOI MOLTO PIÙ DI QUANTO TU CREDA. PARLO A BRENDA, A DANIELA… ALLE TANTE BRENDA E DANIELA D’ITALIA.

C’è bisogno di una Classe Dirigente Nuova, lo sai.

Ma il Nuovo che vedo proporre come “Nuovo” somiglia più alla morte che alla rinascita di una Comunità.
Il Nuovo che vedo proporre si vanta di aver cancellato e sepolto il Passato e di essere proiettato verso il Futuro. Cioè nello sradicamento assoluto del Presente (e dunque del Futuro) dal Passato.
Il Nuovo che vedo proporre (come dice il Grande Jacobson nell’elogio funebre a Majakovskj) non sembra proporre altro che …”esperimenti per scaldare il gelato”.
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Il Nuovo che vedo proporre è inquinato e lordato dalle zecche della “funzione” e del “calcolo” con cui la Scienza – creatura dell’Uomo – è diventata la sua aguzzina paralizzandone il legame con l’essenza delle cose. Con cui la Tecnica si è radicalmente sostituita al pensiero, disseminando la vita quotidiana e la morte, il desiderio e il sacro, di oggetti.
A nulla dunque è servito l’epitaffio di Dio svelato da Nietzsche, a nulla il Pensiero assoluto di Heidegger per incamminare l’Uomo a proteggersi dalla devastazione della “Scienza”?!
Siamo ancora qui a inanellare collanine con gli agenti della morte, l’economicismo marxista e liberale, la truffa normalizzatrice della psicoanalisi, l’inganno permanente della storiografia, la riduzione dell’insegnare e dell’apprendere metodologie, la relativizzazione del cammino e del fine…

Dimmi che non aprirai la porta. Che non permetterai ai meravigliosi studenti e volontari cristiani ed ebrei e “disorientati” del nostro Popolo di venire inzaccherati da azzeccagarbugli che offrono panacee-buzzurrate-ricette-scorciatorie-promozioni socioaddominali e poi zac diventano cosa? Cadaveri? E la bellezza della fatica? Lo studio salvifico? Il senso di sé? E San Paolo? Sant’Agostino? San Girolamo? Gaileo?... e Romano Guardini? e il De Martino? e il Devoto? e don Lorenzo Milani? e Agostino Ammannati? e Benvenuto Terracini? e Cesare Grassi? e Giorgio Colli? Sarebbero “il mondo vecchio”?
Sì, ma… sento vaneggiare gli oscurati senza-Dio: al mondo d’oggi, il successo, la competizione, il mercato…
Siete proprio sicuri, sciagurati, che il Mercato sia il signore del Linguaggio? O non è forse il Linguaggio signore assoluto del Mercato?
E la Lezione di Ratisbona cos’è? La Morte? Il Vecchio? È “fuori-mercato”?
Non c’è futuro, senza radici al centro della terra, senza l’andare dimorando della sapienza.
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Vuoi fare uno dieci cento Seminari sulla Fondazione di una nuova Gioventù della Scuola, della Politica, della Famiglia, della Fantasia Imprenditrice, dell’Amministrazione, del Prendersi Cura?
Facciamoli. Facciamo un Seminario Permanente, non un talk-show.
Partiamo dalla conferenza heideggeriana di Brema, del 1949. E anche (o anche) dalla rilettura del Mito di Norman O-Brown.  O dalle RiserveIndiane-Subways di Edgar Sapir.
Partiamo dalla parabola della Metafisica di Aristotele, dall’interrogazione di Socrate a Gorgia, o dal dubbio di Guardini sulla fede.
Partiamo dallo sguardo sul mondo di Baudrillard e di Bauman… E dalla menzogna del Bene che ha instaurato la Dittatura Globale…
Ma sbarra la porta di Casa alle infezioni delle analfabete psicologhe da Novella Tremila, di tutta la teppa incolta e disamorata che – cacciata dalle Università Americane – cerca nuovi ossi da spolpare in questa povera Italia, infausta regione periferica di Dio. Gente che se si presentasse a Berkeley o Santa Cruz non gli verrebbe nemmeno affidato un aspirapolvere.
C’è da studiare e amare. 
Non si deve più, mai più ingannare.