martedì 28 luglio 2015

PERCHÉ IL MAL DI TESTA NON GUARIRÀ MAI?



Vi dico perché il Mal di Testa non guarirà mai
di Girolamo Melis

Chi mai oserebbe, nell’ex-Popolo del Corriere della Serva e della Repubica, mettere in dubbio Sua Santità la Ricerca Scientifica, e la sua oblativa dedizione al progresso della Medicina?
Eppure – per fare un esempio piccolo piccolo – ci chiediamo se quel magico giorno la Medicina, invece di affidare la cura del “mal-di-testa” alla Ricerca Scientifica…
Diciamolo così: se la Medicina, invece della Ricerca Scientifica, avesse interrogato la Scienza, che cosa avrebbe fatto, la Scienza? Si sarebbe messa d’impegno a “curare” il mal-di-testa, o avrebbe umilmente cominciato a studiare come liberare l’uomo dal mal-di-testa?
Noi non lo sapremo mai. Sappiamo però che la cosiddetta Ricerca Scientifica non potrà mai liberare l’uomo dal mal-di-testa, dedicando tutta se stessa (con gli immensi capitali ad essa destinati per “curare” il mal-di-testa) allo scopo di non liberare mai l’uomo dal mal-di-testa: se lo facesse danneggerebbe irreversibilmente gli apparati finanziari chimico-farmaceutici che la Ricerca Scientifica nutre e mantiene.
Entrando nell’era del “progressismo”, la Scienza è morta. Che vuol dire? Semplicemente questo: ha smesso di produrre conoscenza, dunque ha smesso di essere Scienza. I Sapienti sono diventati tecnici. La Ricerca per Sapere è stata ritenuta improduttiva, inutile, ed è diventata disciplinare, poi mirata a obbiettivi; infine si è consegnata armi e bagagli come strumento per conquistare, mantenere e alimentare il Potere, prima militare poi politico poi industriale poi marketing oriented. Perduta così ogni sapienzialità, ha tenuto ben stretta la sacralità di "Scienza” attribuendosene il metodo: “Ricerca” e il mito: “Scientifica”
Si è autonominata Ricerca Scientifica.

Per esempio, la ricerca medico-scientifica applicata, si è specializzata come tecnica nell’ambito specialistico della cura del mal di testa. Le è stata messa a disposizione la chimica, cioè la tecnica della natura. E la chimica è entrata nella chimico-fisica dell’apparato nevralgico dell’uomo per tentare di condizionarne lo stato generatore del mal-di-testa. Sono nate le pastiglie.
Poi si è convenuto che le pastiglie avevano differenti comportamenti a seconda della natura-stato dello specifico mal-di testa-dello specifico individuo con mal di testa. La ricerca scientifica, nella sua accezione specialistica di “tecnica del mal-di-testa”, ha modificato la composizione delle pastiglie portandole a produrre benefici diversi (istantanei, durevoli, delimitati…) a seconda delle nominazioni tecniche che conveniva dare a tali specifiche condizioni del mal-di-testa.
A questo punto è stato tirato in ballo il medico nella sua identità di tecnico (specialista), il quale ha così potuto correlare pastiglia a mal-di-testa; non solo, ha potuto aggiungere dati tecnici sui quali la ricerca scientifica ha così potuto intervenire specializzando ulteriormente la sua capacità tecnica: ad esempio, il medico tecnico ha suggerito al suo paziente di usare, a intervalli determinati dalla sua tentazione di ricercatore scientifico, quel dato trattamento. La ricerca scientifica specialistica e la ricerca medico-scientifica specialistica hanno così prodotto una copertura pressoché totale della casistica di mal-di-testa riscontrata nell’uomo.
La ricerca scientifica ha curato il mal di testa? Probabilmente sì, fino al momento in cui verrà individuato un altro campo di applicazione specialistica – medico-tecnica – o finché non avrà individuato un’altra ipotesi ulteriormente sofisticata nel rapporto tra chimica, fisica e rilevazione medico-tecnica su specifici altri sintomi del mal-di-testa umano.
Dunque evidentemente la ricerca scientifica non soltanto non ha curato il mal-di-testa ma si è garantita la domanda, l’angosciosa richiesta dell’uomo affinché essa non smetta mai di dedicarsi al mal-di-testa umano. Insomma ad essere giudicata indispensabile, benemerita, degna di massimo rispetto e di costanti finanziamenti per il bene… dell’Umanità. Dunque, il mal-di-testa è rimasto il Male, la ricerca scientifica è stata consacrata come il Bene.

Diciamo allora – concludendo, per il momento, qui – che la ricerca scientifica, se avesse avuto una qualsiasi relazione con la Scienza, avrebbe curato l’uomo; per esempio avrebbe liberato l’uomo dalla sua sudditanza, non soltanto organica, alla fatalità del dolore chiamato mal-di-testa. Oppure chiamato semplicemente Dolore.
La Ricerca Scientifica (ripartendo, per esempio, da Chirone, da Ippocrate, ecc ecc) potrebbe cominciare qui. Ma allora come vivrebbe la micidiale Industria da Guerra chiamata “Industria Farmaceutica”?