martedì 21 luglio 2015

EHI, DICO A VOI! AVETE VISTO PASSARE DI QUI UN "PENSATORE"...?


Ma almeno, qualcuno tra voi o tra i vostri conoscenti o tra i vostri scarti mi sa dire se in qualche luogo marginale è rimasto un Pensatore?

Intendiamoci bene. Non c’è obbligo. Né il mondo è obbligato a produrre spettacoli del Pensare. Soltanto mi chiedevo: dopo il lancio nel vuoto (detto Mondo) di Gilles Deleuze, il 7 novembre del 1995 (provincia: Secolo XX), qualcuno ha avuto destino di assistere ad un atto di Pensiero? Archiviato l’infinito Pensare di Martin Heidegger come ...appartenenza all’anti-platonismo o affini, e situato il Pensar-Parlare di Deleuze in quell’ indiscriminato-massa detto “inquietudine del divenire” (e peggio ancora con lo slogan “il nostro secolo verrà chiamato deleuziano” dell’incauto Foucault), a te, sì proprio a te, risulta che il boato dei filosofi in cronaca abbia oscurato qualche lucciola periferica dell’Immenso?

No, vero? Non pervenuto?
Ma tu lo sai quel che penso, in buona compagnia? Tu lo sai che la Verità è il fuoco inarrestabile del Pensare? E che ogni volta che qualche Voce Autorizzata afferma al microfono: “No, il Pensiero è morto”, il Pensare tuona da qualche angolino perduto e lo sotterra con milioni di detriti del Prodotto Imbecille Lordo, vero? E che il filo d’Arianna sbanca il Labirinto del Nulla e – alla larga dall’…analogìa e da ogni somiglianza – genera figli di Sestov e Heidegger e Norman O.Brown che proprio in quest’istante, superfluamente, pensano?
Lo sai, ma non lo vuoi pensare? O forse non lo vuoi dire per timore (terrore?) che qualcuno ti ascolti e ti ponga all’Indice del ridicolo della neo-bibbia della Filosofia Autorizzata?
No, esimio Coglione: Il Pensare non è morto. 
Soltanto, non ha la Parola. Tutto occupato com’è, il Cielo Terrestre, dal boato delle parole senza Parola.
(Scusa se ti ho disturbato.)